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Evitate i certificati Unicredit, meglio BNP Paribas. Lo dimostra il caso Saipem.


I CERTIFICATI VANNO RETTIFICATI IN SEGUITO AD AUMENTO DI CAPITALE  PER TUTELARE LA POSIZIONE DEGLI INVESTITORI. UNICREDIT HA UTILIZZATO A SUA DISCREZIONE IL METODO PIU' SVANTAGGIOSO E PENALIZZANTE CAUSANDO PERDITE INGENTI. Bnp Paribas ha invece rettificato correttamente.

Unicredit emette una serie di certificati di investimento su numerosi sottostanti. I Bonus Certificate permettono di partecipare alla performance positiva registrata dall’azione o dall’indice di riferimento, corrispondendo inoltre un premio - detto “bonus” - se il sottostante si è mantenuto stabile o ha registrato un moderato ribasso senza toccare la barriera. In occasione di operazioni straordinarie come un aumento di capitale, tutti i parametri del certificato dovrebbero essere rettificati al fine di lasciare invariata la posizione degli investitori.
Unicredit ha una serie di certificati aventi come sottostante il titolo Saipem S.p.A, consigliati anche dall'autorevole Stefano Fanton in un suo recente articolo Certificato Saipem No pain No gain.
Si tratta di un investimento rischioso, come sottolineato dallo stesso Stefano, in quanto tutti conoscono la situazione critica di Saipem e l'andamento del prezzo del petrolio. Per analizzare la questione prenderemo ad esempio il certificato ISIN: DE000HV4ASE1, un Top bonus con barriera a 8,5425€. Questo è solo uno dei certificati impattati dalla manovra imprevista e penalizzante da parte di Unicredit.


La situazione prima dell'aumento di capitale

Le caratteristiche del certificato prima dell'aumento di capitale erano abbastanza interessanti. Il titolo Saipem quotava circa 6-7€ ed il certificato 60/70€ con un potenziale di bonus superiore al 50%.
Lo stesso Stefano Fanton sottolineava:

Barriera a 8,5425 (il titolo quota 7,49), top bonus e quindi verifica del livello di barriera da verificarsi a scadenza, bonus a 118 (52% di bonus potenziale) e ultimo giorno di negoziazione il 13 dicembre 2016. Un anno di tempo per portarsi sopra il livello della barriera e un prezzo (78) che nella peggiore delle ipotesi è destinato a replicare la performance negativa di Saipem.

Come doveva essere effettuata la rettifica

La corretta rettifica dei certificati Unicredit era da effettuarsi con il valore k presentato con comunicato ufficiale IDEM pari a 0.125882. Di seguito il comunicato ufficiale, che Unicredit ha deciso di ignorare:
22/01/2016
SAIPEM
Aumento di capitale: K factor e lotto rettificato
(pdffile pdf - 61 KB)
I valori rettificati sarebbero stati i seguenti:
BARRIERA da 8,5425 a 8,5425 X 0,125882 = 1,0753
STRIKE da 10,05 a 10,05 X 0,125882 = 1,2651


Come è stata effettuata la rettifica

La rettifica è stata effettuata nella maniera più sconveniente possibile nei confronti degli investitori.  Unicredit non ha lasciato la posizione dell'investitore invariata, ma l'ha penalizzata a livelli insostenibili utilizzando a suo insindacabile giudizio un metodo del quale non è stata data nessuna informativa preventiva. Unicredit ha utilizzato per la sua rettifica i parametri EUREX come si vede in questi comunicati:

Consulta l'avviso SeDeX
Consulta l'avviso EuroTLX
I valori sono impietosi, così come i prezzi del certificato, passato da un valore di 60-70€ a 5€.
Ecco di seguito i valori di riferimento con la rettifica effettuata da Unicredit:
  • BARRIERA 5,9228 rispetto a 1,0753
  • STRIKE  6,968 rispetto a 1,2651

Molti investitori si stanno muovendo per far fronte a questa rettifica penalizzante, in quanto nessuna informativa era stata messa a disposizione per avvertire dell'adozione del metodo EUREX. Tutti i documenti sui prodotti infatti, citano come mercato di regolamento l' IDEM.  Fossero stati resi noti, avrebbero tenuto alla larga qualsiasi risparmiatore dagli strumenti sopra citati. 


Cosa hanno fatto gli altri emittenti di certificati?

Le altre società emittenti di certificati, come BNP PARIBAS, hanno rettificato correttamente i loro certificati con il fattore k pari a 0.125882. 
Ecco il comunicato RETTIFICA DA PARTE DI BNP PARIBAS su certificati SAIPEM.
Un'altra chiara prova dell'errato comportamento di Unicredit. 



La risposta di Unicredit

I vari emittenti hanno avuto approcci diversi per questa rettifica, tutti ugualmente corretti sebbene i risultati economici per gli investitori possano essere stati diversi. 
 3 METODI POTEVANO ESSERE UTILIZZATI:

-       Seguire il mercato IDEM: questo porta a illiquidità sui mercati e movimenti fortemente speculativi

-       Seguire metodo EUREX: il più grande mercato organizzato in europa che decide in modo indipendente applicando gli standard internazionali. I comunicati del mercato Eurex erano noti e molto chiari.


-       Seguire una decisione soggettiva da parte dell’emittente.

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Unicredit paga i trader per fare pubblicità

Abbiamo recentemente appreso che tutti gli articoli di Stefano Fanton sono pagati da Unicredit per sponsorizzare e promuovere i prodotti UCG. Pertanto, tutti gli articoli costituiscono un invito a comprare e vendere titoli in evidente conflitto di interessi e senza nessuna informativa o disclaimer per i lettori. Stessa cosa per Marco Tosoni che collabora attivamente con Unicredit, ma perlomeno ha l'accortezza di dichiararlo direttamente all'inizio di ogni articolo.

Conclusioni

Bisogna prendere con le pinze tutto ciò che si legge su internet. Dietro al consiglio spassionato di un prodotto potrebbe esserci proprio l'emittente che PAGA per scrivere certe cose.
Per quanto riguarda la rettifica sui certificati SAIPEM evidentemente Unicredit ha scelto il metodo più conveniente per l'istituto, ma non per i propri investitori. Per quale motivo poi, per un certificato quotato su Borsa Italiana e su un titolo italiano, si utilizza il sistema EUREX al posto di quello ufficiale IDEM?

Ai lettori la risposta.


L'articolo esprime l'opinione degli autori e non costituisce un invito a comprare o vendere titoli.

1  commenti :

  1. A sto punto, visto come si comportano, dirotterò tutti i miei investimenti in certificati su altri gestori.

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