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Il dollaro sale, l'oro precipita


Mentre il prezzo dell'oro sui mercati internazionali continua a scendere, Prithviraj Kothari, capo di una società di importazione di oro fisico di Mombay, ci riferisce che in India, la scarsezza di oro ha portato i venditori ad applicare un ricarico di $20 all’oncia oltre il prezzo ufficiale del fixing londinese.

Settimana nera per l’oro, che chiude con il fixing pomeridiano di Londra a $1368,75 l’oncia, perdendo il 4,2% rispetto allo stesso dato della scorsa settimana. In termini di Euro la perdita è forte ma meno pronunciata, il 2,7% per un fixing di chiusura settimanale di €1068,00.
Il market mover di questa settimana è sopratutto la forza del dollaro, sia contro le altre valute che contro l’oro. Contro lo Yen, il dollaro tocca i massimi da ottobre 2008 a JPY 103,125. Contro la moneta unica i EUR 1,279, livello che non si toccava da fine marzo. Il dato economico che riassume il momento è probabilmente l' US Consumer Confidence, che misura la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti, e si è rilevato il più forte negli ultimi 6 anni.
In Europa invece, i dati divulgati in settimana sono stati tutt’altro che positivi: i dati sul PIL del primo trimestre indicano che la Francia è in recessione e la Germania, per quanto in crescita, riporta uno 0,1% che è comunque meno rispetto alle aspettative della maggior parte degli analisti.
Tornando al mercato dell’oro, continuano le cessioni da parte degli ETF, lo strumento privilegiato per i gestori di fondi di investimento che cercano esposizione al prezzo dell’oro. I due ETF più importanti, GLD e IAU, hanno ridotto il sottostante del 21% rispetto al massimo storico raggiunto a dicembre 2012.

La richiesta di oro fisico, sopratutto in Asia, continua invece a tenere. La festività indiana del Akshata Tritiya ha registrato un incremento di acquisto del 20% rispetto all’anno scorso, secondo quanto stimato da un rivenditore locale.
Un altro elemento fondamentale che emerge da questa settimana solo le imposizioni della Banca Centrale Indiana che restringeranno le importazioni di metallo in India all’utilizzo previsto per la produzione orafa che sia poi esportata. Ricordiamo che l’India è stata nel 2012 il mercato principale per l’oro, e che l’importazione di oro pesa sulla bilancia commerciale indiana nonostante i balzelli imposti negli ultimi anni per scoraggiarne gli acquisti.
A causa di tale imposizione la fornitura è così scarsa che alcuni distributori stanno facendo un ricarico di $20 all’oncia oltre il prezzo ufficiale del fixing londinese, secondo quanto riportato da Prithviraj Kothari, a capo di Riddhi Siddhi Bullions LTD, società di importazione di metallo fisico di Mombay.
I premi a Hong Kong sono saliti questa settimana a massimi record di $5 all’oncia, mentre i lingotti da un chilo che sono i preferiti sul mercato degli investimenti in Cina sono adesso “molto difficili da ottenere” secondo un dealer di Singapore.
Questa settimana è uscito anche il Gold Demand Trends del World Gold Council, la pubblicazione più autorevole per quanto riguarda la domanda di oro. Analizzando dati globali dai primi tre mesi di quest’anno (che hanno includo il capodanno lunare, festeggiato in Cina) il World Gold Council mostra che la domanda dalla Cina ha superato quella dell’India (il primo mercato al mondo durante il 2012) aumentando del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e toccando un nuovo record trimestrale di 294 tonnellate.

In collaborazione con Alessandra PilloniBullionVault
Riadattato da MarketMovers.it


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