Chiara Ferragni, ipotesi di frode in commercio


Il mondo è stato scosso dal caso del Pandoro Balocco sponsorizzato da Chiara Ferragni, pandoro venduto a 9euro (al posto di 3 euro del prodotto non griffato) con la scusa della beneficenza. In realtà i soldi andavano a finire nel cachet della Ferragni e negli utili della Balocco. La popolarità ed i soldi guadagnati facilmente, se ne vanno con altrettanta facilità. La questione si aggrava con il caso uova di Pasqua che segue lo stesso schema, vendite pompate con la scusa della beneficenza (falsa). Ad aggravare la situazione anche l'inquinamento delle prove con la Ferragni che è corsa a cancellare tutti i post riguardanti le uova di Pasqua. 

Contesto dello scandalo Balocco

La storia ha inizio con la collaborazione tra Chiara Ferragni e l'azienda di dolci Balocco per la produzione e la vendita di pandoro a scopo di beneficenza. L'iniziativa avrebbe dovuto contribuire alla raccolta di fondi per i bambini malati oncologici del Regina Margherita, creando un legame tra il consumo di dolci e la solidarietà. Tuttavia, secondo le prove raccolte dall'Antitrust, dietro questa apparente nobiltà di intenti si nasconderebbe una frode verso i consumatori attuata per gonfiare le vendite ed il cachet di Chiara Ferragni.

Le accuse contro Chiara Ferragni

Le accuse si concentrano sulla mancanza di trasparenza nella destinazione dei proventi generati dalla vendita dei pandoro Balocco brandizzati Chiara Ferragni. La beneficenza è stata solo una scusa per aumentare le vendite, senza un effettivo trasferimento significativo di fondi all'ospedale Regina Margherita (solo 50mila euro versati ancora prima dell'inizio della campagna dalla società Balocco). La mancanza di chiarezza nei rapporti finanziari e nelle comunicazioni ha sollevato dubbi sull'intera operazione commerciale che appare una ipotetica frode architettata in spregio ai diritti dei consumatori.

Reazioni dell'opinione pubblica

L'ipotesi di frode ha suscitato una serie di reazioni da parte dell'opinione pubblica, con molti fan di Chiara Ferragni che esprimono delusione e incredulità di fronte alle accuse. Alcuni sostengono la necessità di un'indagine approfondita per fare chiarezza sulla situazione, mentre altri difendono l'influencer sostenendo che sia in corso una gogna mediatica.

Reato di frode in commercio

La norma in esame punisce chi, nell’esercizio di un’attività commerciale o in uno spaccio aperto al pubblico, consegni, volontariamente, all’acquirente una cosa mobile diversa da quella dichiarata o pattuita, per origine, provenienza, qualità o quantità. L’oggetto materiale del reato è costituito dal prodotto che risulti essere diverso da quanto dichiarato, per origine, provenienza, qualità o quantità, e che venga, fraudolentemente, consegnato al compratore, in adempimento ad un’obbligazione assunta.

Se fosse constatato il reato di frode in commercio la Ferragni rischia fino a 2 anni di reclusione.
 


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