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Come diversificare il portafoglio di investimenti


Parlando di investimenti, i promotori finanziari generalmente consigliano di “spargere” il proprio denaro in settori diversi: questo è l’anima del diversificare gli investimenti e, quindi, il proprio portafoglio.

La diversificazione, infatti, protegge dal perdere tutto il proprio denaro in uno scivolone del mercato. E il costante declino del valore delle azioni nel corso degli anni è una prova di quanto investire in un unico tipo di strumento finanziario o, anche peggio, in un solo titolo, sia una strategia rischiosa. Ma per poter diversificare correttamente, bisogna capire che investimenti comprare, quanto mettere in ognuno di essi e come diversificare in una particolare categoria di investimenti.



Cercate la varietà, non la quantità


Il concetto fondamentale è molto semplice: dato che non si conoscono le future performance di ogni singolo investimento, è meglio suddividere quanto si sceglie di investire in maniera che, qualora l’andamento dei nostri investimenti sia pessimo, essendo frazionati il rischio possa ridistribuirsi.

Avere parecchi investimenti, però, non significa avere un portafoglio diversificato. Per essere tale, infatti, nel proprio portafoglio si devono avere diversi tipi di strumenti finanziari, ovvero avere un po’ di obbligazioni, un po’ di azioni, un po’ di fondi immobiliari, investimenti internazionali e della liquidità.

Andiamo a vedere, intanto, quali sono i vantaggi delle diverse tipologie di investimento di cui abbiamo parlato:

  • Le azioni fanno crescere il portafoglio.
  • Le obbligazioni portano reddito;
  • I fondi immobiliari forniscono un appiglio contro l’inflazione ed hanno una bassa correlazione con le azioni (ovvero, quando le azioni perdono valore i fondi mobiliari potrebbero vedere il proprio valore aumentare)
  • Gli investimenti internazionali generano crescita, e aiutano a mantenere potere d’acquisto in un mondo in costante globalizzazione;
  • La liquidità dà al portafoglio e a voi sicurezza e stabilità.

Come distribuire il proprio denaro


Ma come fare a capire quanto denaro mettere in ogni categoria d’investimento? Innanzitutto, bisogna mettere abbastanza denaro in liquidità ed investimenti che diano reddito, in modo da essere in grado di gestire eventuali imprevisti ed obiettivi a breve termine.

In secondo luogo, bisogna seguire la seguente regola d’oro: sottraete a 100 la vostra età, e mettete la percentuale rimanente in azioni; la rimanenza in obbligazioni. In altre parole, se avete 20 anni investite l’80% in azioni e il 20% in obbligazioni. Subito dopo, per diversificare il proprio denaro fra altre categorie d’investimento, ripartite la percentuale che avete ottenuto dal calcolo di sopra seguendo questi principi:

· Investite dal 10 al 25% del portafoglio azionario in azioni estere: più siete giovani e maggiore il vostro flusso di cassa, maggiore la percentuale.

· Ritagliate il 5% dal portafoglio azionario e il 5% da quello obbligazionario, quindi investite il residuo 10% in società che gestiscono patrimoni e fondi immobiliari (REIT,o Real Estate Investment Trust), una categoria ibrida di investimento che producono ritorni economici equiparabili alle azioni, sebbene una larga porzione di questi sia in dividendi. Queste sono volatili, e cambiano agevolmente valore ma, proprio per via della loro agilità rispetto ad altri investimenti, possono aiutare a stabilizzare i proventi.

Il risultato dell’applicazione della regola? Il nostro ipotetico ventenne di prima avrebbe un fondo di emergenza del 10% del proprio patrimonio; del rimanente 90% invece il 75% investito in azioni (delle quali il 25% è di aziende internazionali), il 15% in obbligazioni e la parte residua in REIT.

Diversificare all’interno della categoria



Una volta che avete deciso per il primo livello di diversificazione, suddividendo i vostri asset in diverse categorie, è il momento di diversificare nuovamente. Non basta comprare una sola azione, ma si devono acquistare diversi tipi di azioni in quella porzione del vostro portafoglio: questa operazione evita di accumulare esposizione al rischio in una unica categoria e di perdere tutto quando una azienda o un singolo settore crollano.

Se non avete molto denaro a disposizione, la diversificazione acquistando singole azioni può essere molto costoso, in quanto pagate delle commissioni sulle operazioni acquistando diverse azioni: il miglior metodo, dal punto di vista del risparmio sui costi, per gli investitori con fondi di medio importo (ovvero con una disponibilità da investire inferiore ai 250.000 €), è comprare dei fondi. Le SGR infatti acquisiscono il denaro di molti individui per acquistare azioni, obbligazioni, REIT, distribuendo il rischio di un singolo investitore su più prodotti.

Bilanciare il rischio ed il ritorno economico


Sebbene la diversificazione metta al sicuro da perdite devastanti, essa è anche in grado di costare molto in ritorno annuale, a causa del fatto che rischio e rendimento vanno di pari passo nei mercati finanziari. Quindi, qualunque cosa vada a ridurre il rischio di sicuro ridurrà il rendimento. Bisogna essere pronti ad accollarsi qualche piccolo rischio, a meno che non si sia vicini all’età pensionabile, periodo in cui una maggior sicurezza sarebbe consigliata. Alcuni infatti pensano che la regola di cui sopra sia eccessivamente conservativa, perché secondo essa un uomo di 50 anni, che probabilmente ha ancora 30 anni di investimento dinanzi a sé, dovrebbe avere solo un mix del 50% tra obbligazioni e azioni. Chi la vede in questo modo, in genere, suggerisce di portare a 110 il numero da cui sottrarre l’età. La migliore fra i due metodi è adatta a seconda del vostro profilo: se siete interessati a correre qualche piccolo rischio in più, a patto di avere maggiori ritorni, la regola modificata può funzionare.

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