Molti investitori pensano che sia molto facile comprare oro, tenerlo in cassaforte e rivenderlo dopo qualche anno incassando una cifra maggiore. Questo ragionamento semplicistico non tiene conto delle leggi italiane che impongono la tassazione sulla compravendita di qualsivoglia prodotto.

Comprare oro (o argento) fisico non significa evitare il fisco. In Italia, la normativa prevede regole precise per plusvalenze e IVA. Ignorarle può portare a sorprese molto costose. 


Oro da investimento: quando è esente da IVA?

L’oro da investimento è esente da IVA se rispetta questi requisiti:

  • Lingotti con purezza minima di 995/1000
  • Monete con purezza minima di 900/1000, coniate dopo il 1800 e riconosciute come valuta legale

Se il lingotto non rispetta questi standard, l’IVA si applica al 22%, rendendo l’acquisto molto meno conveniente.


Plusvalenze: la tassa del 26%

Quando rivendi oro fisico con un guadagno, la plusvalenza è tassata al 26%. Questo vale sia per lingotti che per monete. La difficoltà? Dimostrare il prezzo di acquisto e di vendita con documentazione completa.


E l’argento?

L’argento è ancora più penalizzato dell'oro: l’acquisto è soggetto al versamento IVA al 22%, e le eventuali plusvalenze sono tassate al 26%. Questo riduce drasticamente la convenienza rispetto all’oro. Acquistando 1000 euro di argento di cui 220 euro di IVA, si deduce che l'investimento netto è di appena 780€, senza considerare gli spread. Bisogna quindi attendere una rivalutazione di circa il 30% per tornare a break even. In altre parole l'argento deve salire del 30% solo per recuperare i soldi spesi. 


Attenzione alle verifiche fiscali

Operazioni non tracciate possono generare problemi legali. Meglio affidarsi a operatori certificati e conservare fatture e documentazione. Inoltre, le transazioni in contanti oltre i limiti di legge sono vietate e quindi se accertate, sanzionate.

Scenari di esempio tassazione oro e argento
Scenario A – Oro (lingotto 995/1000, esente IVA)

Acquisto: 100 g × € 60,00 = € 6.000 (IVA: € 0)

Vendita: 100 g × € 66,00 = € 6.600

Plusvalenza: € 600 → Imposta 26%: € 156

Risultato netto: + € 444

Scenario B – Argento (IVA 22% in acquisto)

Acquisto: 5.000 g × € 0,80 = € 4.000 + IVA 22% = € 4.880

Vendita: 5.000 g × € 0,90 = € 4.500

Risultato netto: - € 380

Scenario C – Oro (spread +3% acquisto, −2% vendita)

Acquisto: € 6.180

Vendita: € 6.468

Risultato netto: + € 213,12

Scenario D – Argento (spread +3%, IVA inclusa)

Acquisto: € 5.026,40

Vendita: € 4.410

Risultato netto: - € 616,40

Scenario E – ETF Oro (nessuna IVA, imposta di bollo)

Acquisto: € 6.000 (commissioni 0,2%)

Vendita: € 6.600 → Plusvalenza € 600 → Imposta 26%: € 156

Bollo annuo: 0,2% su € 6.000 = € 12

Risultato netto: + € 432

Scenario F – Lingotti fake (AliExpress & co.)

Acquisto: € 200 per “lingotto placcato”

Valore reale: € 5 (ottone placcato oro)

Risultato netto: - € 195 (truffa)

Nota: Gli esempi sono indicativi. L’oro da investimento è esente IVA, l’argento no. ETF hanno costi bassi ma bollo annuo. Lingotti fake = perdita totale.