Siamo abituati ad accendere la TV dove immancabilmente ogni servizio parla del nuovo indagato Andrea Sempio e della sentenza passata in giudicato sul caso Garlasco. Una vicenda che sembrava chiusa, ma "le ipotesi alternative continuano a far discutere".

Avendo "ribaltato" di nuovo il caso e rimettendo in discussione qualsiasi elemento, sono emersi nuovi spunti investigativi, riaprendo il dibattito su uno dei casi più controversi della cronaca italiana. Si tratta di testimonianze e particolari da prendere con le pinze, ma che è giusto citare.


Pista alternativa: Muschitta + Gianni Bruscagin

Si tratta di 2 testimonianze apparentemente concordanti tra loro che tirano in ballo Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi.

Il nome di Muschitta compare nelle vecchie indagini, la sua testimonianza è stata giudicata inattendibile. Dichiarò di aver visto una delle gemelle Cappa la mattina dell'omicidio, pedalare in Via Pascoli tenendo in mano un attrezzo simile ad un attizzatoio per il caminetto. 

Un'altra testimonianza indiretta, uscita nel 2025 da Gianni Bruscagin, parla di una delle gemelle Cappa che fu vista trasportare un borsone pesante la mattina del 13 agosto 2007 nei pressi del canale di Tromello. Poco dopo, fu udito un tonfo in acqua, come se fosse stato gettato un borsone pieno di oggetti. Anni dopo, sarebbero stati ritrovati nel canale attrezzi come una testa di martello, una pinza e pezzi di ascia, consegnati da un muratore che li aveva raccolti durante lavori. Questi oggetti sarebbero ora al vaglio per verificare eventuali collegamenti con il delitto.


Pista alternativa: testimonianza Giampaolo Varesi

La testimonianza di Giamapolo Varesi emersa in una SIT dell'epoca, ha sollevato dubbi su orari e movimenti attorno all’abitazione di Chiara Poggi. In particolare è uscito il nome di Cesarino Mattavelli, collocato la mattina dell'omicidio a poca distanza dalla casa di Chiara con una bicicletta nera da donna, in possesso di un piede di porco tenuto nel cestello della bicicletta.  L'ipotesi è che Cesarino abbia tentato una rapina in casa Poggi culminata con l'omicidio.

La testimonianza di Varesi è stata tuttavia ritenuta inattendibile e viziata dal risentimento che il Varesi provava nei confronti di Mattavelli per via di un furto subito anni addietro. 


Pista alternativa: Santuario della Bozzola

Una teoria suggestiva collega il delitto a dinamiche legate al Santuario della Bozzola, ipotizzando moventi di natura personale o religiosa. Si tratta di una pista priva di reali riscontri concreti, ma citata in articoli e forum investigativi. E' stato appurato da altre indagini che nel convento della Bozzola erano perpetrati in quegli anni episodi di abusi e atti sessuali tra esponenti del clero (Don Gregorio) ed altri soggetti, alcuni dei quali tenevano sotto ricatto il don. 

Sembrerebbe inoltre che le gemelle cappa frequentassero il convento, così come molti giovani di Garlasco ai tempi.


Pista alternativa: il borsone nel canale con indumenti macchiati di rosso

Una delle piste più discusse riguarda il ritrovamento di un borsone nel canale di Tromello, il 24 agosto 2007, 11 giorni dopo il delitto. Quando venne recuperato, al suo interno furono trovati indumenti sporchi di vernice rossa (o sangue ??), inizialmente considerati sospetti, ma in seguito giudicati come abiti da lavoro di pittori. Nello specifico, si trattava di due canottiere, tre paia di pantaloni (due da uomo e uno da donna) e un paio di scarpe, contenuti all'interno di una borsa bianca di plastica. Gli indumenti erano tutti di marca. 

Gli esami dei RIS esclusero la presenza di sangue, anche se i due test effettuati (luminol e combur test) risultarono in contraddizione tra di loro. 

Nonostante questa conclusione, la circostanza ha alimentato dubbi: perché gettare un borsone con vestiti da lavoro proprio in quelle ore? Alcuni ipotizzano che potesse contenere anche altri oggetti mai ritrovati, ma cosa ancora più inquietante che fossero realmente sporchi di sangue e quindi realisticamente utilizzati nell'omicidio di Chiara Poggi.


Il mistero dei suicidi

Concludiamo con un mistero, quello dei suicidi (o presunti tali) avvenuti a Garlasco negli anni successivi alla morte di Chiara Poggi. Si tratta di un'anomalia che aggiunge ulteriori interrogativi al caso irrisolto della morte di Chiara. 

Il primo episodio noto risale al 23 novembre 2010: Giovanni Ferri, 88 anni, ex meccanico, viene trovato senza vita in uno spazio angusto di appena 50 centimetri in via Mulino. Presentava polsi e gola recisi, ma all’epoca gli inquirenti classificarono la morte come suicidio.

Nel 2011 muore un giovano ragazzo di nome Enrico, 25 anni, per overdose di farmaci. L’anno successivo si toglie la vita Corrado Cavallini, 46 anni, medico di famiglia dei Sempio, con un’iniezione letale. Nel 2013 è la volta di Romeo Braj, maresciallo del radiomobile di Vigevano dal 2005, che si spara un colpo alla testa. Nel 2014, il giovane Sascha, anche lui 25enne, viene trovato impiccato.