Dividendo straordinario la vera causa dello stop FCA-Renault


06/06/2018 E' ufficiale, le nozze tra FCA e Renault non si fanno più. Con un comunicato stampa diramato nella notte, la proposta di fusione è stata ritirata con effetto immediato da parte di FCA, irritata per i continui rinvii della casa francese. "Il Cda ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault. Fca continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E' tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo". Fca esprime "sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo presidente, al suo amministratore delegato ed agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di Fca. Fca continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente".

I retroscena del mancato accordo che rimbalzano sui quotidiani fanno riferimento alla titubanza di Nissan ed al tergiversare del governo francese. 

La vera motivazione però sarebbe un'altra, ossia l'ennesima richiesta di un dividendo straordinario per i soci Renault.

Dividendo straordinario, saltano i concambi

La richiesta di un dividendo straordinario era tecnicamente inammissibile per una fusione alla pari, considerato il più alto valore di FCA. 

Tale richiesta avrebbe penalizzato i soci FCA rendendo di fatto la fusione sbilanciata e premiante per il gruppo più debole ovvero Renault. 

L'arrogante richiesta da parte del governo francese di un dividendo straordinario dimostra la scarsa conoscenza dei mercati da parte dell'establishment politico francese. 

Netta e risoluta la risposta di FCA che ha archiviato definitivamente la questione con uno sberlone ai politicanti francesi. 

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