ETF in crescita senza adeguamento normativo


Che il mercato degli ETF sia in crescita continua non è in dubbio. Che la crescita sia salutare e benefica per tutti gli attori presenti sul mercato economico è meno certo.

In poco più di 25 anni di negoziazioni, il mercato degli ETF (exchange-traded fund) è diventato estremamente popolare tanto che nel 2016, sette dei 10 titoli statunitensi scambiati più attivamente erano ETF. Tutti sono consapevoli del fatto che gli ETF comportino rischi specifici ma nonostante questo il mercato degli ETF continua a crescere. All’interno di questa espansione, l’adeguamento normativo fatica a tenere il passo e l’attuale regolamentazione presenta molte zone grigie riguardanti una definizione legalmente esaustiva e completa di ciò che costituisce un ETF.



In un recente articolo comparso su Bloomberg il 27 giugno 2018, Satyajit Das afferma che “Investors, Not Banks, Could Spark the Next Crisis”. E’ il suo riferimento agli ETF e’ chiaro nel sottotitolo del suo articolo.

Il problema rimane sul fatto che gli ETF sono semplicemente facili da utilizzare. In effetti e’ possibile comprare ETF su Vestle come investitore privato.



Nel caso degli ETF su Vestle, l’app offre anche sessioni formative, materiale educativo e la possibilità di imparare i fondamentali con lezioni 1-a-1. Inoltre, l’app dichiara pubblicamente che gli investimenti ETF non dovrebbero essere sottovalutati e dovrebbero essere intrapresi esclusivamente da investitori esperti che possano valutare i rischi legati a tale pratica.

Perché gli investitori potrebbero essere la miccia della prossima crisi?

Sfortunatamente, non tutti coloro che offrono la possibilità di investire online provvedono materiale educativo per i propri clienti. Come dichiarato sull’articolo in Bloomberg, gli ETF sono più rischiosi di quanto molti investitori possano osservare. L’esempio riportato riguarda gli indici ponderati in base alla capitalizzazione. In questo caso i fondi non possono fare altro che aggiungere titoli in sovrannumero e trascurare quelli che hanno una capitalizzazione minore. Con l’aumento del prezzo dei titoli, chi ha investito in questo tipo di ETF si trova esposto ad un minor numero di titoli con grande capitalizzazione e questo è l'opposto di "comprare basso, vendere alto".

Oltre a quanto affermato, gli ETF sono una sorta di mix che rappresenta un'ampia sezione del mondo finanziario. Proprio per la facilità di accesso, gli asset in gestione a questi fondi hanno superato i 5 triliardi di dollari.


Quando la varietà porta a notevoli rischi

In questo caso non stiamo parlando di diversificazione. Gli ETF creano rischi particolari. L'integrità del prezzo di un ETF è pari a quella dei modelli e contratti che collegano i molteplici asset sottostanti al titolo e che sono noti collettivamente come "meccanismo di arbitraggio".

Questo sistema è molto inefficiente quando si trova sotto stress e tende a reagire in maniera decisamente superiore rispetto al movimento degli asset sottostanti. Un esempio è dato da un accadimento nel 2015. Dopo l’apertura della borsa di New York il 24 agosto 2015, il prezzo del secondo ETF più commerciato degli Stati Uniti ha perso il 20% del suo valore, anche se l'indice sottostante è sceso solo del 5%. L’indice sottostante era S&P500.

Ciò significa che per un investitore è molto più semplice investire in ETF su Vestle anziché direttamente proprio perché’ il panorama normativo è estremamente complicato. In ogni caso, gli investimenti restano rischiosi e si auspica un miglioramento legislativo al più presto.
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