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Quanto guadagna un commesso/a da Zara


Zara è un marchio di abbigliamento e accessori fondato in Spagna con diversi punti vendita sparsi nel mondo. Anche in Italia la presenza di Zara è  massiccia, soprattutto nelle città più grandi e importanti.

Pare che Zara ultimamente stia utilizzando lo stage per inserire i commessi all'interno dei propri punti vendita. Tale situazione ha suscitato un pò di stupore, visto che per fare la commessa non serve di certo una specializzazione, almeno fino a poco tempo fa. La scelta dell'azienda è sempre riconducibile a motivi economici e cioè sottopagare i dipendenti con grandi risparmi sui bilanci dell'azienda.


Gli stipendi del personale a regime non sono eccezionali come testimoniano i dati sotto riportati, tuttavia sono superiori alla media di settore, considerato anche che i dipendenti Zara usufruiscono dei buoni pasto.

Stipendio di una commessa da Zara

Gli stipendi dei commessi Zara sono discreti:

  • 300/400 euro netti al mese per gli stagisti 

  • 600/700 euro netti al mese per un part time di 18 ore settimanali

  • 1200 euro netti al mese per un tempo pieno di 40 ore settimanali

 

Opionini dei commessi Zara


Di seguito le testimonianze di alcune persone che lavorano / hanno lavorato per Zara Italia:

Il lavoro è ben organizzato e il carico ben distribuito. Si lavora in ambiente non particolarmente stressante, i colleghi sono socievoli e i responsabili esigenti ma non esageratamente.
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Zara sopratutto quella torinese lavora molto di facciata, ambienti molto puliti e ordinati, ma come trattamento del personale lascia un po' a desiderare, è un ambiente troppo competitivo dove sembra che una a fine mese riceva la medaglia. Io mi sono trovato molto male, dopo soli 6 mesi mene sono andato per la disperazione.
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le giornate di lavoro durano dalle 10 alle.12 h lavorative. si parte con allestimento del punto vendita in base ai ranking di vendita giornalieri. l'azienda ha delle regole ferree e inquadrate ma è tutto estremamente organizzato
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Lavoro in Zara da quattro anni, ho girato diversi punti vendita e posso dire che il male di questa azienda sono le persone che vi lavorano.
Tutti i vantaggi che l'azienda offre (le settimane di ferie che con l'anzianità diventano sette per ogni anno, la puntualità dello stipendio, i buoni pasto) svaniscono di fronte alle cose negative che quotidianamente bisogna subire:

- si parla tanto di possibilità di crescita interna ma non è così, o meglio è così per persone poco brave ma che sanno vestirsi in maniera appariscente o farsi amico (o fidanzati, mogli di, cognati di, etc) qualcuno dei responsabili. Per gli altri, quelli davvero bravi, non c'è speranza di crescita. Le persone ai piani alti sono spaventate o infastidite da profili con troppo potenziale che potrebbero fare le scarpe agli altri, preferiscono dunque far crescere persone inutili o bravine, che non reggeranno lo stress e nel giro di qualche anno libereranno il loro posto. Ecco spiegata la possibilità di crescita professionale, la si fa sulle spalle dei colleghi precedenti e dei loro esaurimenti, ma solo se non si è troppo svegli.

- a seconda del punto vendita in cui si capita gli ambienti sono totalmente opposti. Le realtà più piccole sono le migliori, bisogna lavorare moltissimo ma si imparano tante cose, ci si sente più utili, si passa dal magazzino alla cassa alla vendita alla gestione del prodotto. Nelle realtà più grandi tutto questo non esiste, vi sono impalcature molto rigide e schemi dai quali non si può uscire. Il lavoro diventa perciò monotono, ripetitivo, alienante, e il prestigio di lavorare per
un negozio grande o importante svanisce nel giro di qualche settimana, appena capisci come funziona. Inoltre, nei negozi più grandi vi sono direttrici che non sai se inquadrare solo come maleducate, o piuttosto come estremamente perfide e maligne. Persone che hanno fatto del lavoro la loro unica ragione di vita esistono ovunque, ma un sorriso, buona educazione e RISPETTO dovrebbero essere alla base di qualsiasi relazione lavorativa. Se solo queste persone lo sapessero.

- i colleghi variano tra persone che sgomitano per farsi vedere e avere qualche opportunità di crescita, persone che si fanno i fatti loro e nelle loro ore lavorative fanno andare le mani e poi chi si è visto si è visto, e vecchi contratti indeterminati che non hanno più voglia di fare niente ma si tengono stretti il loro lavoro, e tu ti trovi a dover lavorare il doppio o il triplo per compensare la loro svogliatezza, senza nessuna gratificazione perché alla fine parliamo di riordinare un reparto o il camerino, non salvare vite umane.

- Essendo i turni un po' alienanti finisci per fare amicizie con colleghi dato che condividono i tuoi stessi ritmi di vita; raramente si riesce ad avere dei rapporti normali con persone al di fuori di Zara. E per questo motivo si finisce ad uscire e a parlare solo di ciò che succede a lavoro, fino a quando non ti accorgi di quanto sia inutile quello di cui stai parlando.

L'entusiasmo che avevo mi è stato fatto perdere, vedendo negli anni le vere dinamiche di una azienda fatta da persone malate. Ciò non toglie che vi siano degli aspetti positivi: i soldi e le ferie.
 

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