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Come posso capire se il mio promotore finanziario è realmente indipendente?


Navigando sul web è semplice trovarsi sul sito di Banca IPIBI Financial Advisory, che parla dei suoi promotori come individui totalmente indipendenti. Ma basta navigare sul web per scoprire informazioni sulla nascita di questa banca.

Banca IPIBI nasce da un’operazione di acquisto della società da parte dei manager della Intra Private Bank, creata da Veneto Banca. E Antonio Marangi, alla nascita della realtà, parla di una struttura di consulenza totalmente indipendente dai gruppi bancari e senza i conflitti d’interesse legati ai propri prodotti. Dall’esterno è facile comprendere come o si tratti di un servizio di consulenza realmente indipendente, oppure di nuove vesti per un vecchio modello di vendita, ancora basato su un promotore che colloca prodotti finanziari acquisendo i due terzi delle commissioni gestionali: in soldoni, se le commissioni di gestione sul fondo sono del 3% all’anno, il due per cento annuo degli importi investiti vanno di diritto al promotore.



Ma non basta: nella pagina in cui si descrive il servizio di consulenza, la banca afferma che questo è fornito in assenza di conflitto d’interesse e “ove previsto, con retrocessione a favore del Cliente delle commissioni” ma – purtroppo – non è chiaro in quali casi in cui la retrocessione sia prevista, né la commisurazione della stessa. La MIFID 2 ha posto la parola fine alle retrocessioni, in virtù di una promozione della trasparenza dei costi deli investimenti. Ma questo ha portato solo ad un cambio di termini: si è passati dal termine “promotore finanziario” a “consulente finanziario” e “financial advisor”, ma il modo per testarne l’indipendenza sono – e restano - solo le domande che andremo a discutere.

1. Usa ETF, obbligazioni, azioni e fondi a basso costo?

Un consulente indipendente non percepisce commissioni dagli strumenti finanziarie, ma riceve una commissione a prescindere dai prodotti collocati, e privilegerà strumenti con commissioni di gestione e TER (Total Expense Ratio) basse, con performance migliori che renderanno il cliente felice. Se, quindi, il consulente propone solo fondi e polizze unit-linked, è facile capire che si tratta del tipico caso in cui il guadagno del promotore giunga dalle retrocessioni,

2. Quanto pago in totale?

Se fra commissioni di gestione e di consulenza la cifra annua è consistente, bisogna essere sospettosi, tranne nel caso di grandi patrimoni che necessitano di servizi di consulenza di alto livello.

3. Insiste nel sottolineare che non vende prodotti propri?


Poco importa: il conflitto d’interesse nasce proprio nella vendita di un prodotto solo perché su quello si guadagna di più, basandosi sulla retrocessione delle commissioni, a prescindere che si tratti di prodotti propri o i terzi

4. Propone spesso polizze unit-linked?

Si tratta di prodotti nati per occultare le commissioni, e non esistono quasi mai motivi per prediligere polizze unit-linked a polizze vita o morte acquistate a parte, ed unite a prodotti a basso costo come gli ETF o ai più moderni – e meno costosi – fondi quotati in borsa.

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