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La Banca Nazionale Svizzera può continuare a sostenere il cambio EUR/CHF?


SONO PASSATI ALCUNI ANNI DAL CLAMOROSO ANNUNCIO DELL'INTERVENTO DELLA BANCA NAZIONALE SVIZZERA PER SOSTENERE IL CAMBIO EUR/CHF AD UN LIVELLO MINIMO DI 1.20

Negli ultimi due anni la Banca Nazionale Svizzera ha potuto mettere in pausa eventuali interventi sul mercato valutario, ma questa pausa potrebbe essere sul punto di finire se il tasso di cambio Euro Franco rimane troppo vicino al floor di 1.20.



Con la negoziazione del franco entro un centesimo dal livello tappo di 1,20 per euro ed i comunicati della Banca centrale europea che ha annunciato misure di stimolo, sta crescendo a livelli vertiginosi la pressione sulla BNS che avrà probabilmente bisogno di riprendere gli acquisti per difendere il livello barriera. Lo sostengono 15 dei 24 economisti intervistati nel sondaggio mensile di Bloomberg. Dieci economisti hanno detto che la BNS potrebbe anche aver bisogno di chiedere aiuto alle banche per allontanare gli afflussi di valuta.

Nella riunione del 18 settembre la BNS, guidata dal presidente Thomas Jordan, ha confermato di voler mantenere il suo target range sul tasso di interesse tra lo zero e lo 0,25 ed il tappo sul franco invariato a 1,20  per euro. E' inoltre stato aggiunto che la SNB è disposta ad adottare ulteriori misure per assicurare condizioni monetarie adeguate.

"Inizialmente ci aspettiamo che la BNS difenda il floor con interventi sul mercato valutario," ha dichiarato Thomas Bloomfield a 4Cast. "Non pensiamo che la BNS possa tirare il grilletto su tassi di interesse negativi nel mese di settembre, ma piuttosto tenere disponibile l'opzione in caso di una larga base di quantitative easing da parte della BCE."


Il franco, preferito dagli investitori in tempi di crisi, è stato per molto tempo più forte di 1,21 per euro, ma ora tratta a 1,206 con minimi ancora inferiori.


La BNS, con sede a Berna e Zurigo ha dichiarato che l'economia si è fermata in modo imprevisto nell'ultimo trimestre. Attualmente vede un 2014 in crescita del 2 per cento, con i prezzi al consumo in aumento dello 0,1 per cento ed l'inflazione al 0,9 per cento nel 2016.

"Il floor di cambio rimane un elemento necessario nel quadro monetario svizzero, l'inflazione continua a livelli sommessi, mentre il franco svizzero rimane sopravvalutato", ha detto Gero Jung, capo economista presso Mirabaud Asset Management di Zurigo.

Secondo il sondaggio, 15 dei 24 economisti vedono il tappo mantenuto fino al 2017. Solo un economista vede probabile la rimozione del floor a 1,20 nel  prossimo anno.

Tassi negativi


La BNS sta facendo un'analisi costi-benefici guardando a tassi di interesse negativi.

Il Fondo Monetario Internazionale ha detto che la BNS dovrebbe considerare l'imposizione di una tassa sui depositi a vista per contrastare un altro attacco di apprezzamento del franco. Le Banche nazionali svizzere detengono circa 310 miliardi di franchi depositati presso la propria banca centrale, la maggior parte dei quali è al di sopra di requisiti contabili.

"Avendo già raggiunto livelli molto bassi, il margine di manovra della BNS per ridurre i tassi di interesse è quasi esaurita", ha detto Maxime Botteron, economista di Credit Suisse Group AG. "L'esperienza del passato dimostra che i tassi di interesse negativi non sono un mezzo efficace per indebolire la valuta e certamente non sarà un sostituto ad interventi sul mercato dei cambi."

Interventi illimitati


Geoff Kendrick, direttore esecutivo per la ricerca di Morgan Stanley a Hong Kong, vede la BNS spendere 100 miliardi di franchi per gli interventi di manovra sui cambi, se dovesse scegliere di non emanare una tassa di deposit-rate. Le riserve in valuta estera della Banca nazionale ammontavano a 454 miliardi di franchi nel mese di agosto, circa tre quarti della produzione economica annuale.

Jordan ha detto che la BNS può condurre interventi sul mercato valutario "illimitato" e condurre la politica anche da una posizione di patrimonio netto negativo. La BNS ha un record di 19 miliardi di franchi di perdita contabile nel 2010 a causa dei suoi interventi. Per il 2013, la Banca nazionale ha decimato il suo dividendo dopo che il prezzo dell'oro è crollato.

Con le banche svizzere di fronte a nuovi standard normativi e la prospettiva di rinuncia al segreto bancario per i conti off-shore, la tassa sui depositi potrebbe rivelarsi una manovra molto depressiva.

"E 'improbabile che la BNS possa attuare una politica del genere che avrebbe un impatto così negativo sulle istituzioni finanziarie", ha detto Tannenbaum, con sede a West Chester, Pennsylvania. "La tassa sui depositi a vista spingerà le banche a rifarsi del costo sul cliente."

Karsten Junius, capo economista presso Bank J. Safra Sarasin a Zurigo, ha detto che un tasso negativo di soli 10 punti base potrebbe potenzialmente costare al settore bancario 300 milioni di franchi all'anno.

Gli operatori di mercato considerano il floor della BNS come credibile e non credono sia facile attaccarlo "fintanto che la situazione economica nella zona euro non peggiora in modo significativo". Lo sostiene anche Roland KLAEGER, economista presso Raiffeisen Schweiz. "Se gli interventi si renderanno necessari, vendere il franco è la misura preferita, mentre i tassi negativi non sono auspicabili per la Svizzera."

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