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Volatilità in aumento sui mercati



La prima settimana di marzo è terminata con forti aumenti di volatilità dopo la decisione (sbagliata, ancora una volta) da parte della BCE di non tagliare i tassi di interesse e dopo che il mercato del lavoro americano ha visto la creazione di 175k posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione che per la prima volta dopo 4 mesi non è sceso e si è attestato a 6.7%.

Il punto della situazione


Borse americane su nuovi massimi assoluti (come warning che lanciamo da tempo), Banca Centrale Europea che persegue imperterrita una politica di “wait and see” ed una buona creazione di posti di lavoro in Usa, con un tasso di disoccupazione stabile al 6.7% (livemente in peggioramento rispetto al 6.6% precedente, ma la creazione di nuove buste paga conta più di un numero spesso non rappresentativo della verità, a causa della variazione del grado di partecipazione alla forza lavoro).
Questi i temi della settimana passata che hanno portato ad un euro ancora su posizioni di estrema forza contro il dollaro americano, ad uno yen in discesa a causa delle dinamiche di risk on e ad un dollaro che ha continuato a finanziare gli acquisti di rischio secondo le correlazioni individuate la settimana scorsa, prima di mostrare una salita in corrispondenza dei NFP (+175k posti di lavoro) in concomitanza dei nuovi massimi sulle borse USA, ma qui si tratta di una reazione su un dato che non dovrebbe inficiare le logiche evidenziate in queste ultime sedute. La sterlina rimane sostanzialmente forte ed in una fase di distribuzione nei confronti del biglietto verde, con gli emergenti che non accennano a recuperare in maniera importante, lasciando aperta la strada per ulteriori svalutazioni. Oggi avremo una giornata estremamente tranquilla dal punto di vista delle pubblicazioni macroeconomiche, per cui avremo la possibilità di valutare la distribuzione pura dei flussi di capitali che potrebbero inizialmente pesare sui listini europei che potrebbero tentare degli approfondimenti ribassisti per poi, eventualmente, pensare a recuperi dopo la partenza dei listini americani, anche se valuteremo questa eventualità in corso d’opera.




QUADRO TECNICO


EurUsd: dopo le discese viste sulla pubblicazione dei NFP, ci troviamo nei pressi della media a 21 periodi oraria, che insieme a 1.3850 potrebbe rappresentare una prima are di supporto da poter curare per pensare a posizionamenti lunghi di euro. E’ da notare però, come su un time frame a 4 ore passino dei massimi precedenti corrispondenti con la media a 21 intorno ad area 1.38 ¼, il che ci fa pensare alla possibilità di estendere fino a qui la nostra area valutativa. Se dovessimo assistere ad un mercato che scende sotto tali livelli, crediamo che si possano valutare delle estensioni verso area 1.37 ¾.

UsdJpy: salita completamente rimangiata su UsdJpy, con i prezzi che si sono fermati sopra la media a 100 periodi oraria e che ci confermano come l’area passante per 102.50 risulti molto importante a livello di supporti, data anche la presenza di punti statici precedenti abbastanza precisi. Qui potrebbe essere possibile valutare degli acquisti di dollaro in attesa di assistere a potenziali ripartenze verso i primi target che potrebbero essere rappresentati da area 103.00 ed in estensione 103.30, mentre un ritorno sotto 102.40 potrebbe portare all’attacco di potenziali punti di trigger per valutare posizionamenti short, passanti per 102 ¼.

EurJpy: qui l’area di supporto potrebbe essere rappresentata da 142.25/40, valutabile sia su un time frame orario sia su un 4 ore. Nel caso in cui il mercato dovesse avvicinarsi a tale zona si potrebbe cominciare a valutare la possibilità di posizionamenti lunghi di euro, con l’idea che ritorni sotto questi livelli possano portare ad accelerazioni verso 141.80. In caso di tenuta, l’idea è quella di valutare possibilità di raggiungimento di area 142.90/143.10, ed in estensione i massimi visti venerdì.

GbpUsd: la sterlina risulta essere in assoluto il grafico più brutto e meno interpretabile tra tutti quelli che seguiamo quotidianamente. L’idea è quella di seguire il comportamento dei prezzi se dovessimo raggiungere l’area passante per 1.6675/85 per valutare l’impostazione dello stocastico orario che se dovesse trovarsi vicino alla zona di ipervenduto con i prezzi su questi supporti potrebbe suggerire dei posizionamenti long. Nel caso in cui dovessimo assistere a discese sotto area 1.6660 il mercato potrebbe tentare delle estensioni verso 1.6640 ed eventualmente 1.6620.

AudUsd: nottata abbastanza contrastata per il dollaro australiano che ha tentato delle ripartenze dopo le discese di venerdì, non andate a buon fine per ora. Curiamo con attenzione l’area passante per 0.8990/0.9000, parte bassa del canale ribassista orario all’interno del quale si stanno muovendo le quotazioni e livelli delineati dal passaggio di punti statici precedenti, sui quali potrebbe andare a formarsi una divergenza rialzista oraria. Se questo dovesse accadere potrebbe essere possibile pensare a ripartenze delle quotazioni con primi livelli di target passanti per 0.9030 ed in estensione 0.9050, mentre in caso di discesa sotto i supporti visti (valutabile operativamente in caso di superamento di area 0.89 ¾, è possibile che i prezzi tentino delle discese verso 0.8940.


Articolo redatto da Matteo Paganini
Chief Analyst DailyFX
Forex Capital Markets FXCM

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