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Le perdite di borsa, la psicologia dello stop loss: come superare la paura


I 3 problemi principali nell'esecuzione di una strategia sono:
  1. la paura di entrare nel trade,
  2.  prendere profitto troppo presto,
  3.  non stoppare.
Tutti e 3 i comportamenti sono pienamente giustificati dal processo evolutivo, in particolare non stoppiamo la posizione in perdita per evitare un dolore, che viene visto in generale dal subconscio come una minaccia alla sopravvivenza.

Gli studi neuorologici legati alle perdite nel trading



Sono sempre di più gli studi neurologici, ad esempio quelli connessi con le abitudini, che dimostrano che tali comportamenti hanno delle controparti fisicamente localizzate nel nostro cervello. La buona notizia è che tali strutture possono essere cambiate (si parla di neuroplasticità). Alcune reazioni emotive automatiche sono poi legate anche alle esperienze passate, in particolare a quelle dell'infanzia e delle relazioni affettive in generale (ad esempio se si perde allora ci si giudica personalmente come esseri senza valore se siamo stati giudicati negativamente in passato, quindi vogliamo evitare questa brutta sensazione).

Il processo per modificare un comportamento è abbastanza simile sia che si parli di stop loss, di smettere di fumare, di allenarsi, di mangiare in modo più sano, di troncare una relazione che ci sta rovinando ... non basta sapere cosa è meglio per noi per riuscire a farlo. Molte volte si pensa che la soluzione sia il controllo delle emozioni associate al comportamento. Ci si vede sdoppiati, con una parte logica, razionale, che sa cosa fare, e una parte emotiva che giudichiamo stupida e fonte di errori. Niente di più sbagliato, inefficace e controproducente. Sbagliato perché le emozioni sono in realtà più razionali di quanto pensiamo, appunto sono lì per degli specifici scopi evolutivi e per delle ragioni legate alle nostre esperienze passate. Inefficace perché non si può pensare di modificare qualcosa che è lì per una ragione solo attraverso la forza di volontà, che è molto più limitata di quanto crediamo, altrimenti basterebbe metterci davanti a uno specchio e dirci "devi stoppare! devi andare a correre!" per ottenere un risultato. Controproducente perché se non riusciamo a modificare il comportamento in questo modo scatta un giudizio negativo sulla nostra persona (non sono capace di cambiare e quindi sono un incapace, non ho volontà ecc.).



Che fare quindi? 

La prima cosa da capire è che il cambiamento può avvenire solo nel presente, esattamente nei momenti in cui si verificano le associazioni emotivo-automatiche che vogliamo modificare. Quindi sono quelli gli istanti che dobbiamo capire e vivere in modo diverso. Per capirli è necessario prima di tutto tenere l'aspetto fisiologico sotto controllo, e cioè non diventare preda di frequenza cardiaca che aumenta, stomaco che si chiude, mani che cominciano a sudare ecc. e la cosa più immediata da fare è esercitarsi a respirare in modo profondo. Un altro esercizio importante è la meditazione, abituarsi a "vedere" quello che ci passa per la testa senza giudicarlo, solo come spettatori. Ci sono degli esercizi specifici da fare, che comprendono anche quelli di visualizzazione, ma non voglio farla troppo lunga, magari ne riparleremo su Marketmovers. Ma sono DA FARE, altrimenti è come pensare di dimagrire continuando a non allenarsi e mangiare come prima.


Quando arriva lo stop loss


Torno a quegli istanti importanti, ad esempio prima che scatti uno stop loss o che comunque sappiamo che dobbiamo stoppare ... se abbiamo fatto una preparazione adeguata le emozioni negative ci saranno comunque, con la differenza che riusciremo a vederle chiaramente, a capire perché ci sono, e quindi ad accettarle. Le emozioni non spariscono, non possono sparire, l'unica cosa che possiamo modificare è il significato che gli attribuiamo. Adesso che sappiamo che è ok avere paura, è ok tentare di evitare dolore, che quindi non leghiamo alle emozioni negative un giudizio negativo sulla nostra persona e autostima, bisogna fare il grande salto.

Avere la curiosità, il distacco per dire e sentire "ma tu guarda com'è interessante il processo a cui sto assitendo, se mi comporto nel solito modo so già cosa succederà dopo, vediamo invece chi divento io, cosa succede se mi comporto in un modo diverso". Questo salto lo si può fare solo se dentro di noi abbiamo interiorizzato che il nuovo comportamento ci porterà più benefici di quello vecchio.
Non stoppare sappiamo che ci porta il beneficio di rimandare il dolore e mantenere accesa la speranza del recupero. Stoppare invece ci porta in ricompensa il piacere e la fierezza che si prova quando si prende la strada difficile ma giusta ... quando ci alziamo presto per andare a correre, quando ci tratteniamo dal mangiare una schifezza, quando rompiamo una relazione che non ci portava più da nessuna parte ... è quella la sensazione che dobbiamo richiamare alla mente, sono sensazioni che abbiamo vissuto e che dobbiamo associare al nuovo comportamento. Possiamo addirittura stabilire delle ricompense precise, materiali anche solo simboliche, da darci.

Dobbiamo vivere quei momenti come l'allenamento e il dolore necessario per rafforzare un muscolo ... la nostra mente è un muscolo. E tanto più spesso eseguiremo il nuovo comportamento, tanto più facile sarà eseguirlo e meno disciplina e sforzo sarà necessario, proprio perché diventerà una nuova abitudine, e visto altrimenti nuove connessioni cerebrali saranno state formate. Ce l'hai fatta in passato in altre situazioni, ce la puoi fare anche adesso.

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