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Ritorna volatilità sui mercati



Nessun market movers e movimenti che hanno interessato soprattutto lo yen ed il dollaro australiano durante la notte, il primo in correlazione con il Nikkei che, sulla scia dei tentativi di recupero (a diverse velocità) visti sulle borse europee ed americane, ha tentato di recuperare terreno durante la notte, il secondo in continuazione di discesa dopo i movimenti visti ieri pomeriggio.

Volatilità latitante su euro e sterlina


Da oggi ripartiremo con le pubblicazioni macro a partire dall’inflazione inglese, attesa all’1.7% contro un precedente 1.6% che potrebbe portare a buoni movimenti sul fronte pound, pur avendo notato, come commentato ieri, che la sterlina si è slegata durante l’ultima settimana da una logica di reattività “pura” alle pubblicazioni macroeconomiche, entrando in questo vortice guidato dall’attesa di quanto accadrà da qui a due settimane e mezzo, quando la BCE si pronuncerà sulla propria politica monetaria, il che potrebbe dare il là all’interventismo anche da parte della BoE che potrebbe però, muoversi dalla parte opposta, dati i buoni risultati fin’ora ottenuti da Mark Carney e dal suo predecessore Mervin King.


A livello di flussi abbiamo visto un euro e, per l’appunto, una sterlina, stabili nei confronti del dollaro americano, entrambi confinati in range molto stretti che analizzeremo tra poco e che potrebbero lasciare spazio a tentativi di accelerazioni di volatilità che dopo congestioni del genere potrebbero portare a buone soddisfazioni operative, mentre a livello di borse e di materie prime (ragionando, come sempre, in ottica intraday) il mercato si è rivelato decisamente più volatile, con tentativi di approfondimenti ribassisti sul fronte europeo ed americano (ipotizzati, se ricordate, ieri mattina data la mancanza di spunti macro il che ha permesso ai flussi di investimento di seguire la propria naturalità, prima di procedere a prese di profitto di brevissimo periodo, ricordiamo che per quanto concerne le borse americane ed il medio periodo, crediamo che le discese siano da considerare ancora come prese di beneficio) e con il metallo giallo che, dopo aver abbandonato i minimi in area 1,290.00 ed aver raggiunto quota 1,305.00 ha ripiegato fino al punto di partenza, mostrando un’ottima corrispondenza di movimento tra i prezzi e l’oscillatore stocastico che, in questa fase semi-laterale continua a ben segnalare zone di, rispettivamente in questo caso, iprevenduto ed ipercomprato.


Volatilità latitante su euro e sterlina


Il dollaro australiano ha approfondito la discesa cominciata tecnicamente durante il pomeriggio, non tanto dopo la pubblicazione delle minute relative alla decisione dello scorso 6 maggio di mantenere il costo del denaro ai livelli attuali, quanto grazie alla furbata, che potrebbe rivelarsi un boomerang, dell’assistente al governatore, mr. Debelle, che ha commentato come i miniro flussi di capitale in entrate nell’isola potrebbero risultare in un dollaro australiano più debole. Gli investitori di breve non si sono fatti attendere ed hanno utilizzato questo argomento per produrre buoni flussi di vendita ben concertati e direzionali (e quindi creare una buona volatilità che sul resto abbiamo visto abbastanza latitante), direzionalità che potrebbe però non durare nel medio periodo.



QUADRO TECNICO


EurUsd: continuiamo con il copia e incolla sul fronte euro, data la mancanza di volatilità descritta. L’area passante tra 1.3730 e 1.3740 potrebbe continuare a rappresentare una buona zona all’interno della quale ipotizzare acquisti di dollaro americano (punti statici, media a 21 a 4 ore) tenendo conto che un ritorno sopra area 1.3750 potrebbe, in virtù dei minimi crescenti registrati negli ultimi giorni, portare al compimento di una pera cotta a 4 ore, con l’area di 1.37 ¾ come potenziale target. In caso di tenuta delle resistenze è possibile valutare ritorni verso i minimi in area 1.3690 ed eventuali estensioni in area 1.3650.

UsdJpy: buona la tenuta delle resistenze viste con il cambio che ha raggiunto i primi livelli di target ipotizzati. Dopo una breve fase di congestione tra 101.10 e 101.20 durante il pomeriggio è partita una bella correzione rialzista che ha riportato i prezzi esattamente sulle resistenze lasciate in mattinata, che ora continuano ad essere lavorabili tra 101.60 e 101.85, livello quest’ultimo che potrebbe essere raggiunto dai prezzi (data la divergenza rialzista a 4 ore che in caso di superamento di 101.65 – punti statici e media a 21- potrebbe estendere) e sul quale potremmo curare la formazione di una divergenza ribassista oraria.

EurJpy: nessuna operatività sul cross tra EurUsd e UsdJpy data la spiccata lateralità con volatilità ridotta, rispetto ai suoi standard. Su un grafico a 4 ore è formata una divergenza rialzista sporca, che potrebbe incontrare il suo esaurimento dai prezzi attuali a 139.50, dove passano i punti statici precedenti e sui quali si potrebbero ipotizzare vendite di euro per rivedere la figura sul 39. Se dovesse essere questo lo scenario dominante, attenzione all’eventuale formazione di minimi superiori a quelli visti ieri pomeriggio, che potrebbero essere forieri di buone correzioni rialziste. Su un time frame orario, se il mercato dovesse approfondire direttamente sotto area 138.85 avremmo la possibilità di tentare delle vendite per rivedere i minimi, altrimenti aspettiamo la possibile formazione di una divergenza ribassista sui livelli potenziali di resistenza appena visti.

GbpUsd: il fatto di aver considerato acquisti di dollaro americano sulle resistenze della sterlina ha pagato, seppur con bassa volatilità. I prezzi si sono poi mantenuti all’interno di un range abbastanza stretto (ma lavorabile) di circa 45 punti, con 1.6800 e 1.6845 come livelli di confine. Possibile seguire l’eventuale rottura a rialzo o a ribasso di tale congestione, per accelerazioni pari all’altezza del range stesso, tenendo conto dei dati delle 10.30 e del fatto che su un 4 ore il mercato si trova in posizione ibrida in quanto il canale ribassista a 4 ore è stato rotto a rialzo, ma i prezzi si trovano in corrispondenza delle medie impostate a ribasso e che potrebbero fungere da resistenza dinamica, insieme ai punti statici ultimi passanti per area 1.6880.

AudUsd: ottima l’impostazione tecnica dell’australiano con la nostra attesa impostata per la mattina che ha pagato, una volta superati a ribassi i livelli di rottura ipotizzati. Siamo giunti, e abbiamo superato, 0.93 figura, livello oltre il quale stiamo approfondendo, senza possibilità operative a meno di essere dentro da ieri con un trailing stop (come suggerito) attivato (è un treno in corsa). E’ possibile seguire la formazione di una divergenza rialzista oraria che potrebbe portare a buone correzioni verso la media a 21 oraria, che seguiremo insieme sul nostro forum di analisi.

Articolo redatto da Matteo Paganini
Chief Analyst DailyFX
Forex Capital Markets FXCM

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