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Tassi USA in rialzo



Purtroppo ieri mattina non ho potuto firmare il Morning Adviser in quanto mi sarebbe piaciuto trasmettere un’idea che ho potuto palesare alla CNBC quando mi è stato chiesto un commento sulla Fed e soprattutto sul movimento potenziale delle borse. Sembrava infatti che i mercati stessero scontando un rialzo di tassi prima che il QE fosse terminato e non sei mesi dopo.

S&P500 nuovamente sui massimi


Dalla reazione che si stava avendo, ossia con borse vendute, obbligazionario venduto con tassi a rialzo e dollaro acquistato a mani basse, sembrava davvero che il mercato non avesse compreso come, nel migliore dei casi, i tassi americani possano essere alzati nel giro di un anno e come, almeno fino alla prossima riunione del FOMC, continueranno ad essere messi in circolazione 55 miliardi di dollari non sterilizzati (il che significa di nuova stampa con conseguente aumento della massa monetaria in circolazione) insieme al reinvestimento dei flussi di pagamenti derivanti dai titoli in portafoglio.
Questo sta a significare che le disponibilità finanziarie del sistema che potrebbero essere veicolate a favore dei listini rimangono ingenti e dunque è possibile attendersi delle nuove estensioni rialziste, dopo i forti recuperi messi a segno ieri. Questo potrebbe coincidere con un ritorno alla vendita del green back che però, come vedremo tra poco, tecnicamente potrebbe tentare delle salite intraday. Per la giornata di oggi dunque ci concentreremo su questo quadro, tenendo un occhio puntato a potenziali divergenze ribassiste sull’indice benchmark americano, che potrebbe tentare delle fiammate a rialzo durante la mattinata insieme alle borse europee, che ieri hanno ben recuperato i tentativi di discesa della mattina, sull’onda del recupero a stelle e strisce. Oggi nessun dato particolare in attesa a parte inflazione e vendite al dettaglio canadesi, che potrebbero muovere molto il mercato, con il dollaro canadese che vale la pena di studiare in quanto, ultimamente, sta fornendo ottime opportunità operative, mostrando una alta ma controllata volatilità. Un po’ di tempo a studiare per lo meno il cambio originario UsdCad lo investirei.


QUADRO TECNICO


EurUsd: pur pensando che l’euro potrebbe risalire contro il dollaro nei prossimi giorni, questa mattina il quadro tecnico risulta squisitamente short. Su un orario siamo in correzione e ci troviamo sotto la media a 21 che insieme ai punti statici precedenti passanti per 1.3815 potrebbero rappresentare delle resistenze da sfruttare per acquistare dollari americani, tenendo conto che un ritorno sopra la zona di 1.3830 potrebbe portare a tentativi di salita che potrebbero terminare tra 1.3840 e 1.3850 (occorre dunque molta prudenza in caso di reverse delle posizioni), , che se superato di una decina di punti potrebbe lasciare spazio a ripartenze importanti verso 1.3880 ed in estensione 39 figura. Dovessero tenere le resistenze, il primo target ipotizzabile potrebbe passare per i minimi di ieri ed eventualmente si potrebbe ragionare su un eventuale tentativo di accelerazione verso 1.3720.

UsdJpy: congestione interessante nei dintorni del supporto dinamico rappresentato dalla media a 21 oraria e sopra i punti statici del post FOMC che potrebbe essere sfruttata con ordini OCO per pensare a delle rotture a rialzo o a ribasso pari all’altezza della stessa. L’idea di ipotizzare degli acquisti in limit sui supporti mantenendo un’eventuale rottura ribassista come scenario per una strategia difensiva potrebbe non essere una cattiva idea.

EurJpy: ancora in laterale tra 140.50 e 142.00 l’EurJpy che potrebbe tentare di rimanere sotto le resistenze, comunque non belle, orarie rappresentate dalle medie impostate a ribasso all’interno delle quali passano i massimi statici precedenti. Un approfondimento sotto area 140.75 potrebbe portare a tentativi di sfondamento dei minimi di qualche giorno fa, con 140.40 primo potenziale target e 140.15 l’eventuale estensione, mentre se dovessimo assistere ad una rottura rialzista di area 141.55 il mercato potrebbe continuare la sua lateralità e tentare di riportarsi verso i massimi.

GbpUsd: simile all’euro il cable con un movimento di dollari che rispetto a quando scrivevamo il commento macro sembra già partito. Inutile commentare dunque le resistenze di breve per la giornata, l’idea è quella, se non si sono già prese posizioni (il metodo lo conoscete ormai e se non lo conoscete siamo lieti di ospitarvi nei nostri webinar o nei nostri corsi in house) di attendere eventuali approfondimenti sotto i minimi, che dovrebbero essere considerati sotto il 70 (livello raggiungibile dopo la ripartenza in limit sulla media a 21. In questo caso l’idea è quella di mantenere degli stop sopra i punti di rottura, mentre per chi fosse già in posizione degli stop e reverse sopra le resistenze per ritorni verso 1.6550 potrebbero non essere una cattiva idea (stop da portare comunque in pari in caso di raggiungimento dei primi limit).

AudUsd: possibilità di curare una potenziale divergenza ribassista oraria dopo il movimento di correzione messo a segno dal dollaro americano, riuscito a scendere bene contro l’australiano che ora si trova sotto le resistenza statiche indicate dai minimi precedenti. Un ritorno sotto area 0.9050 potrebbe essere propedeutico a tentativi di raggiungimento di area 0.9030 ed in estensione 0.9010, mentre una ripartenza sopra 0.9090 potrebbe far continuare la salita dell’aussie verso 0.9110 e 0.91 ¼.



Matteo Paganini FXCM Italia

1  commenti :

  1. Quando i tassi di interesse aumentano il castello di carta si rovescia. L'Occidente è super-indebitato, e i tassi in crescita paralizzerebbero i governi, le imprese e gli individui. Ma altrettanto importante, dei tassi bassi hanno beneficiato la maggior parte delle classi di attività di investimento nel corso degli ultimi cinque anni.

    La verità è che nessuno sa esattamente quando il tasso sarà resettato. Sostengo che le tariffe resteranno basse, e più a lungo di chiunque crede. E investire in azioni e reddito fisso ha visto grandi ritorni nel corso degli ultimi cinque anni o giù di lì. Certo, non ignoriamo i segnali del mercato. Ma vale sempre la pena di metterli nel contesto.

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