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Senza volatilità saltano le correlazioni



La mancanza di volatilità sulla maggior parte dei fronti sta portando, o meglio, ha portato, alla decorrelazione totale tra strumenti finanziari, valutata sia intermarket sia intramarket. Eccezion fatta per lo yen.

Borse, valutario e materie prime


Questi i comparti, definiamoli così, sui quali vogliamo ragionare questa mattina, partendo questa volta dai listini.
Ieri ipotizzavamo rialzi di brevissimo periodo, che sono avvenuti durante la mattinata su tutti i fronti, per poi passare ad avere gli indici americani in forte correzione ribassista, pur non essendo andati a rompere i supporti principali, gli indici europei in lieve correzione ribassista sul fronte tedesco e che hanno mantenuto i guadagni su quello italiano ed il Nikkei questa notte che è andato a effettuare dei buoni recuperi, senza essere seguito dai future americani. Sulla salita dell’indice giapponese, abbiamo avuto una corrispondente discesa dello yen giapponese, unica correlazione che può essere considerata sia dal punto di vista operativo, sia da quello dell’analisi, con tutte le altre coppie di valute che non hanno mostrato correlazioni particolari considerando la loro possibile dipendenza dall’andamento del dollaro.
L’euro è rimasto infatti in laterale, con lievissimi tentativi di partenza a rialzo del dollaro americano, la sterlina ha tentato delle partenze rialziste (il che significa dollaro a ribasso) dopo aver rotto le resistenze di breve che abbiamo indicato ieri ed il dollaro australiano ha continuato la propria corsa a rialzo, andando a correggere durante il pomeriggio per tornare sui massimi questa notte. In tutto questo, l’oro è rimasto sotto pressione proseguendo il suo ribasso di brve periodo senza far caso a quanto stesse succedendo sugli altri strumenti, con il petrolio ancora in laterale all’interno di un canale lievemente rialzista.


Dati macro: poche reazioni


Se non si parla di economie oceaniche o britannica, i dati macro si stanno rivelando deboli per quanto concerne la propria capacità di muovere i mercati. Siamo in attesa infatti di potenziali svolte sul fronte delle politiche monetarie europee (un miraggio), che fanno passare in secondo piano le rilevazioni economiche che mostrano comunque uno stato di salute non buono dell’area euro, ma già conosciuto. In America invece, dopo tutti i ragionamenti fatti sulla nuova forward guidance della Federal Reserve, gli occhi saranno puntati su disoccupazione e soprattutto inflazione, con un esempio lampante di ieri, dove un buon miglioramento a livello di ordini di beni durevoli (+2.2% sul mese di febbraio, contro un precedente -1.3% ed aspettative di +0.8%) non ha portato a reazioni particolari. L’idea è dunque quella di lavorare sui singoli strumenti, lasciando da parte qualsiasi attività comparativa tra diversi lidi, affidandoci ai livelli tecnici di attenzione, soprattutto se valutati su time frame a partire dalle 4 ore in avanti (a meno di lavorare in intraday puro, con riferimenti sui 15 minuti, ma questo è un altro tipo di operatività), in quanto le congestioni createsi potrebbero portare a buoni aumenti di volatilità, una volta superati questi confini.



QUADRO TECNICO


EurUsd: pessima la volatilità sull’EurUsd, che non ha portato a nessuno strappo ribassista una volta superata l’area di reverse pensata intorno a 1.3785. I confini più importanti da curare risultano passare intorno ad area 1.3750 e 1.3850, oltre i quali potremmo assistere ad evoluzioni verso i punti statici precedenti. Andare ad ipotizzare livelli da seguire all’interno di questa congestione, siamo sinceri, diventa difficile data la mancanza di reazioni particolari della price action. L’unica cosa possibile da notare su un time frame a 1 ora è che le medie rimangono impostate a ribasso e che i prezzi potrebbero sentire l’area passante tra 1.3800 e 1.3810 come resistenza., per tentativi di ritorno verso i minimi (se superato il primo scoglio di 1.3765) e con l’idea che passaggi a rialzo di area 1.3820 potrebbero portare a tentativi di estensione verso i massimi (anche se qui è difficile valutare la possibilità di ingressi long se non dopo 1.3835.

UsdJpy: rottura a ribasso della congestione avvenuta, con estensione fino ai primi livelli di supporto statico, che sono intervenuti ponendo fine a quello che sarebbe potuto risultare un movimento nei dintorni di 50/70 punti (l’altezza della congestione).Dopo la frenata abbiamo vissuto un forte rientro dei prezzi che hanno seguito l’andamento del Nikkei, riportandosi all’interno dei confini studiati ieri. Curiamo a questo punto 101 ¾ anziché 101.90 per rotture importanti, con l’idea che un ritorno sotto quest’ultimo livello potrebbe essere propedeutico al raggiungimento del primo livello indicato e 102.40 su eventuali rialzi, per puntate verso gli ultimi livelli di confine statici, passanti per 102.60.

EurJpy: rottura avvenuta anche su EurJpy, che ha seguito il cambio principale UsdJopy. Qui, la correzione da valutare su un time frame orario si è fermata all’interno dell’area rappresentata dalle due medie a 21 e 100, e siamo ripartiti con un ribasso che se dovesse superare area 140.1/4 potrebbe dare buona linfa al cross, che potrebbe tentare estensioni verso 139.85. Sopra 141.25 può cambiare lo scenario, con potenziali tentativi di approfondimento verso 141.50 ed in estensione 141.80.

GbpUsd
: l’idea rimane che un eventuale ritorno sopra 1.6565 potrebbe essere propedeutico ad accelerazioni fino a 66 figura. Così scrivevamo ieri ed il cambio sembra averci ascoltati, per cui la strategia difensiva è andata abbastanza bene. Siamo ora nei pressi della media a 100 a 4 ore, che indica un’area passante appena sotto il punto rotondo di 1.6600, che però passa sotto un’area di resistenza statica non ancora avvicinata dai prezzi, che su un time frame orario si stanno muovendo all’interno di quella che potrebbe risultare una bandierina di continuazione, appoggiatasi alla media a 21 che potrebbe fungere da supporto. Possibile dunque valutare estensioni verso 1.6600 e 1.66 ¼, con l’idea che un ritorno sotto1.6560 potrebbe portare ad estensioni verso 1.6510, sempra che 1.6545 venga superato.

AudUsd: buona la situazione tecnica sull’australiano, con il mercato che si trova ora in congestione tra 0.9215 e 0.9245, che potrebbe rappresentare un rettangolo da sfruttare con ordini OCO. In caso di rottura ribassista, da seguire attentamente un 4 ore per valutare eventuali frenate sulla media a 21, con l’idea che soltanto un approfondimento sotto area 0.9130 (statica) potrebbe lasciare spazio a discese verso figura. L’area di resistenza più significativa continua ad essere 0.92 ¾ (da seguire attentamente la possibilità della formazione di una doppia divergenza ribassista su un time frame daily).


Articolo redatto da Matteo Paganini
Chief Analyst DailyFX
Forex Capital Markets FXCM

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