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Risk off sui mercati




Continuano le correlazioni di breve periodo sul valutario con le borse che ieri hanno stornato, le americane dai massimi e le europee che sul fronte italiano hanno seguito le americane mentre sul fronte tedesco hanno approfondito in maniera importante a ribasso.

Le valute rifugio


Dopo la pubblicazione della produzione industriale cinese (+8.6% contro un precedente pari a 9.7% ed attese a 9.5%) e delle vendite al dettaglio cinesi ed americane non proprio brillanti (rispettivamente 11.8% vs consensus di 13.5% e 0.3% vs consensus di 0.2%) le borse hanno trovato delle motivazioni per andare a stornare su quelle che possono ancora essere considerate, a nostro parere, degli inizi di prese di profitto dovute alla formazione di una divergenza ribassista daily sullo S&P500, con dei tentativi sul fronte tedesco di approfondire sotto gli importanti supporti giornalieri che potrebbero intervenire in area 8,750 (indice che su un time frame orario risulta essere davvero molto tecnico, con la media mobile a 21 periodi che sta funzionando molto bene come resistenza dinamica, così come quella a 4 ore).
Di fronte a tale scenario abbiamo ritrovato il ruolo di rifugio delle valute classiche. Parliamo di dollaro, in salita contro euro, sterlina e dollaro australiano (che dunque hanno mantenuto le proprie correlazioni, come evidenziato ieri mattina), yen, in salita contro tutto, dollaro compreso, andando così a confermare quanto rilevato sul fronte della decorrelazione di UsdJpy dalle altre major e del franco svizzero, sceso contro il dollaro ma meno di quanto sia sceso l’EurUsd (conosciamo da tempo la correlazione inversa tra EurUsd e UsdChf), ma salito contro la sua valuta controparte principale ossia l’euro. Risk off puro dunque, con la possibilità di seguire operativamente queste logiche. Oggi non ci saranno molti dati in pubblicazione, avremo la bilancia commerciale inglese in mattinata e l’indice di fiducia dell’Università del Michigan che potrebbero risultare dei market mover.



QUADRO TECNICO


EurUsd: ieri mattina non abbiamo fornito scenari difensivi di attacco sull’euro per mancanza di tempo, ci auguriamo che sotto 1.38 ¾ si siano valutate delle short per la ricerca dei supporti raggiunti in area 1.3850 e non superati dal cambio, che su un grafico a 4 ore potrebbe avere spazio per ricercare i più importanti supporti passanti tra 1.3790 e 1.3825. Questa l’area da curare a nostro parere per valutare eventuali acquisti di euro nel momento in cui lo stoacastico dovesse essere arrivato in zona di ipervenduto, tenendo conto che un superamento di area 1.37 ¾ potrebbe portare ad ulteriori approfondimenti e che una ripartenza oltre 1.3885 potrebbe riproporre tentativi di salita verso l’area curata ieri di 1.3910.. Da curare con attenzione su base daily la potenziale formazione di una divergenza ribassista che seguiremo nei prossimi giorni e sul forum del dailyfx.it.

UsdJpy: ottima tenuta di area 102 ¾ e 102.85 con i prezzi che hanno raggiunto i target posti a 102.30 e 102.10, superato anch’esso, con l’approdo a 101.50. Possibilità di curare area 101.90 per pensare ad eventuali acquisti di yen, con l’idea che ripartenze oltre 102.15 potrebbero portare a buoni recuperi del dollaro con delle resistenze che però cominciano a passare tra 102.25 e 102.40, per cui in caso di rottura eventuali long dovrebbero essere protette, a nostro parere, con dei trailing stop abbastanza veloci. In caso di tenuta delle resistenze i primi target potrebbero essere rappresentati dai minimi di stanotte ed eventualmente in estensione 101.30.

EurJpy: l’idea di aver valutato degli stop fissi in caso di mancata rottura rialzista della congestione e degli stop e reverse in caso di rottura dei supporti di 142.25 con target distribuiti tra 141.75 e 141.25 ha pagato, con lo yen in rafforzamento, come visto. Siamo ora a curare eventuali correzioni verso area 141.30 (estendibile fino a 60) per valutare eventuali acquisti di yen, tenendo conto che un ritorno sopra area 141.75 potrebbe riproporre estensioni verso i punti di rottura studiati ieri. In caso di tenuta delle resistenze l’idea è quella di attendere il raggiungimento dei minimi relativi toccati stanotte pensando ad eventuali estensioni verso 140.30.

GbpUsd: gli acquisti di dollaro americano sono andati a ripercuotersi logicamente su questo cambio che ha ripercorso al ribasso il supporto a 1,6650 fino a precisi approdi ad area 1,66. Questa resta ancora una forte area di supporto dalla quale è ancora ragionevole pensare ad acquisti, stando però attenti a nuovi tentativi al ribasso che però non possono ritenersi definitivi se non sotto 1,6570. Ingressi più conservativi al rialzo sono invece da contemplare al di sopra del pivot daily, in area 1,6650 con l’ottica ancora una volta di 1,6695 ed 1,6720.

AudUsd: buona la tecnicalità del cambio vista nella giornata di ieri, con il preciso approdo in area 0,91 dopo il superamento di 0,9050 e 0,9080. Da iniziare a monitorare la formazione di un triangolo che vede i minimi di swing crescenti di inizio mese come supporto dinamico e la congiunzione degli ultimi due massimi come resistenza dinamica. Esso non è però interpretabile come figura di continuazione nel momento in cui il cambio non ha ancora direzionalità, ma è da seguire nell’ottica di un progressivo restringimento dei prezzi per futuri strappi di volatilità. Sul grafico orario vale la pena di seguire una potenziale divergenza regolare rialzista prezzo-stocastico che potrebbe ricondurre ad area 0,9050 pur attraversata dal pivot daily. La mancata conferma del pattern con nuovi tentativi di violazione sotto 0,90, pone le basi per discese che però vanno gestite con stop stretti nel momento in cui i target sono posti a 0,8985 e 0,8965. 0,8935 il supporto cruciale a cui guardiamo in caso di ampie discese.

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