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La crisi ucraina movimenta i mercati



Apertura del mercato caratterizzata da volatilità sostenuta sul fronte NIkkei e materie prime, con il valutario sostanzialmente calmo, in attesa della liquidità londinese.

Il punto della situazione


Un tema che si è riaffacciato in maniera velata, ma verosimilmente indicativa per il futuro, sui mercati finanziari, è quello delle correlazioni ovvero sia quelle logiche che contemplano il legame tra i movimenti, e quindi di flussi liquidità che si spostano, tra diverse classi di asset (valutario e azionario ad esempio) o all’interno della medesima classe di asset (tra cambi valutari).

Ciò si è intravisto nel momento in cui il dollaro americano è andato ad indebolirsi contro le major ancora in maniera sostanziale, mentre i listini azionari si sono riportati su livelli sostenuti (l’S&P500 ha per due volte compiuto nuovi massimi storici), così come l’obbligazionario i cui rendimenti sono calati in maniera generalizzata (paesi core e periferici dell’Eurozona ad esempio). Dunque i dollari vanno a finanziare l’acquisto di azioni, asset a più alto rendimento? Se così fosse ci troveremmo ad una verosimile ondata di risk on, semmai svilita dai prezzi dei bond in forte aumento. Prematuro per dirlo, ma sensato nel momento in cui la Federal Reserve, il player più importante del mercato, per bocca del Governatore Yellen ha sostanzialmente confermato che il tapering procederà a ritmo costante di 10 miliardi ad ogni meeting FOMC, mentre i tassi resteranno ancorati allo zero laddove il livello di occupazione non è ritenuto soddisfacente così come il livello di inflazione, ben lontano dal target del 2%.
All’interno di queste coordinate dunque si è andata confermandosi la strutturale debolezza di dollaro la quale naturalmente non è compensativa della forza dei listini che potrebbero vivere nuove ondate di rafforzamento su quelle che ancora una volta sono state delle buone “rassicurazioni” affinchè il pricing delle azioni possa rimanere bullish, data la costante rappresentata dei tassi di interesse. Il risk on non trova però conferme nei rinnovati e recenti rafforzamenti dello yen e del franco svizzero, per cui occorrerà prestare a meccanismi di aggiustamento del quadro completo o del possibile “falso allarme” sul versante correlativo. La settimana ventura, la prima di Marzo, sarà caratterizzata dai meeting di Bank of England e BCE, e dai dati sul lavoro negli Stati Uniti; la volatilità tornerà dunque sostenuta e sorvegliato speciale resterà il cambio Eurodollaro che, dopo i massimi a 1,3825 potrebbe approdare ai massimi relativi a 1,39, laddove non dovesse esserci nessun interventismo di tipo allentativo da parte di Draghi e del Board della Banca Centrale Europea.



I dati macroeoconomici


Durante la nottata è stato rilasciato il PMI non manifatturiero cinese, superiore rispetto al precedente (55.0 vs 53.4) e questa mattina verranno pubblicati i PMI d’Europa (53.vs 53) e di Inghilterra (56.8 vs 56.7), rispettivamente alle ore 10 e 10.30, oltre all’ISM manifatturiero americano cui dovremo prestare attenzione alle ore 16.



QUADRO TECNICO


EurUsd: dopo il tentativo di rottura rialzista è possibile seguire con attenzione i supporti passanti tra 1.3750 e 1.3770. In caso di loro tenuta è possibile ipotizzare acquisti di euro per rivedere i massimi ed eventualmente estensioni verso i punti precedenti, mentre in caso di rottura ribassista di area 1.3735 (valutabile operativamente con almeno una decina di punti di tolleranza), il mercato potrebbe tentare estensioni verso 1.3690 ed in estensione1.3670.

UsdJpy: l’area che passa tra 101.55 e 101.70 potrebbe essere considerata di resistenza, tenendo conto che una ripartenza oltre area 101.85 potrebbe lasciare spazio a tentativi di ripartenza verso area 102.10, che se superata di almeno una quindicina di punti potrebbe portare ad estensione verso 50. In caso di tenuta delle resistenze possibile assistere al raggiungimento dei minimi passanti per 101.20 ed in estensione 100.75.

EurJpy: il cross si mantiene il laterale pur mostrando una volatilità sostenuta ma non fornisce spunti operativi particolari. Seguiamolo sul forum durante la giornata di oggi per cercare di comprendere se esso possa offrire spunti interessanti, tenendo d’occhi le aree passanti per 138.75 e 141.25 come ultimi baluardi di supporto e resistenza.

GbpUsd: l’area passante tra 1.6670 e 1.6700 potrebbe rappresentare un buon supporto da valutare, tenendo presente che un suo superamento potrebbe dare adito ad un movimento da poter seguire su un 4 ore con l’aiuto dello stocastico (e prendendo i punti di minimo precedenti come riferimento). Una tenuta potrebbe portare verso i massimi relativi ed in estensione verso 1.6830.

AudUsd: 0.8930 e 0.8950 come livelli di resistenza, con l’idea che un superamento rialzista di tele area possa portare a tentativi di ripartenza vero 0.8970 che però potrebbe, insieme ai massimi precedenti passanti per 0.8985 intervenire come nuove resistenze. Un ritorno sotto 0.89 figura potrebbe portare al raggiungimento dei minimi, che se superati potrebbero lasciare spazio a tentativi di estensione verso 0.88 ¾.


Articolo redatto da Matteo Paganini
Chief Analyst DailyFX
Forex Capital Markets FXCM


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