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Inflazione europea sotto la lente




Con tutti i discorsi che si stanno affrontando, per l’ennesima volta, sull’eccessiva forza della moneta unica europea e su quanto dovrebbe fare la BCE per combattere, in maniera indiretta, questo fenomeno, oggi cominceremo la settimana con la pubblicazione dei dati sull’inflazione europea, sperando di non dover assistere inermi ad un ulteriore peggioramento.

La BCE


Gli ultimi dati non lasciano spazio all’immaginazione: 0.8% di variazione nella pressione sui prezzi, molto lontani da quel 2% che la Banca Centrale Europea dovrebbe in qualche modo salvaguardare.
Il problema è strutturale, in quanto le asimmetrie di diversa natura economico-finanziaria-sociale-organizzativa-politica stanno sempre più venendo a galla. Dal punto di vista dell’inattività da parte della BCE essa continua a rifugiarsi dietro la giustificazione che le aspettative di medio periodo sull’inflazione rimangono saldamente ancorate, ma la vera motivazione per evitare di tagliare i tassi di interesse ulteriormente sta dietro al fatto che tale mossa sarebbe inutile e soprattutto inefficace (cosa che molto probabilmente sarà anche il livello attuale dei tassi di interesse, portati in quest’area con estremo ritardo rispetto a quando essi avrebbero potuto mostrare effetti concreti) senza l’implementazione di un Quantitative Easing vero e proprio. Non si tratta soltanto di andare a voler riallineare gli squilibri tra Paesi del sud e Paesi del nord, siamo arrivati ad un pericoloso punto di non ritorno, dove anche tassi negativi sui depositi con un’inflazione così bassa potrebbero divenire pericolosi.


Il punto della situazione


Prove di forza dell’euro, l’unica valuta che allo stato dell’arte attuale non vuole e non può svalutare. Questi i motivi che hanno portato le quotazioni dell’euro contro il dollaro a sfiorare quota 1.4000, un livello che ai più sembrava difficile da raggiungere ma nel quale abbiamo sempre, purtroppo dal punto di vista macroeconomico, creduto. Il posizionamento a ribasso della maggior parte degli operatori nel momento in cui i prezzi andavano ad avvicinarsi ai massimi ha fatto il resto, grazie agli ordini di stop loss posizionati sopra gli ultimi massimi che una volta colpiti hanno portato ad estensioni rialziste.
Le correzioni partite non sono state in grado di riportare i prezzi sotto i supporti, curiamo con attenzione eventuali ripartenze (da non escludere) dei prezzi tenendo conto che si è formata una divergenza ribassista su orizzonti giornalieri da curare con molta attenzione, con ostacoli alla discesa dell’euro passanti per area 1.3800. L’altro tema importante riguarda il ritorno di correlazioni sia tra andamento del mercato azionario e valute rifugio (yen, dollaro e franco svizzero) sia tra i movimenti del dollaro contro euro, sterlina e dollaro australiano (lo yen fa storia a parte data la sua valuta di rifugio più forte del dollaro), su cui potremo ragionare anche questa settimana, per capire se esisteranno le condizioni affinchè queste situazioni sussistano e possano essere sfruttate operativamente. Oggi, con la pubblicazione dei dati americani alle ore 13.30 Empire Manifacturing (7 vs 4.48) e soprattutto produzione industriale (0.2% vs -0.3%) e manifatturiera (0.3% vs -0.8%) alle 14.00 potremmo cominciare a rendercene conto, per la mattinata lasciamo tutto slegato, soprattutto a livello di correlazioni tra cambi e dollaro.



QUADRO TECNICO


EurUsd: supporti che hanno tenuto venerdì sull’euro, che però non hanno offerto possibilità operative in quanto non ottimo il risk reward sull’area di 1.3850. Il superamento però di area 1.3885 ha fornito la possibilità di ingressi long arrivati a target. Siamo ora sopra le medie orarie, con i prezzi che potrebbero ricercare nuovamente i supporti passanti però tra 1.38 ¾ e 1.3890, area dove passano punti statici precedenti e la media a 21 a 4 ore, dove si potrebbero ipotizzare degli acquisti di moneta unica, tenendo conto che un superamento a ribasso di tale zona potrebbe portare a tentativi di approfondimento verso 1.3850 ed in estensione 1.3850, che se superato di una decina di punti potrebbe dare il la a correzioni più importanti. Una tenuta dei supporti potrebbe riportare verso 1.3915, area critica da superare per assistere a tentativi di ripartenza verso i massimi di venerdì ed in estensione 1.3950.

UsdJpy: perfetta la situazione tecnica del UsdJpy che ha tenuto ottimamente l’area di resistenza passante sotto 101.90 ed ha raggiunto i target posti a 101.30. Siamo ora con i prezzi che stanno tentando delle ripartenze oltre la media mobile a 21, che dev’essere ancora considerata in test e non superata data la presenza dei livelli statici precedenti (livello 1, più importanti delle medie di livello 3) che si distribuiscono tra 101 ¾ e 101.90. Dai prezzi attuali a quest’area è possibile pensare ad eventuali acquisti di yen, tenendo conto che un superamento a rialzo di area 102.10potrebbe portare ad accelerazioni verso dapprima 102.40 ed in estensione 102.65 (da valutare su un grafico a 4 ore, dove potrebbe essere stato fatto segnare un bel minimo statico, che se superato in caso di tenuta delle resistenze valutate su un grafico orario, potrebbe lasciare spazio verso area 100.80.

EurJpy: buona anche la situazione tecnica di EurJpy che, effettivamente, tra area 141.30 e 60 ha trovato le resistenze per ritorni verso i minimi precedenti, che non hanno lasciato spazio però alle potenziali lievi estensioni ipotizzate verso 140.30, fermandosi a 50. Siamo ora all’interno di una ben definita fase laterale tra 140.50 e 141.50, da poter sfruttare con ordini OCO per lavorare su rotture a rialzo o a ribasso per movimenti pari all’altezza della congestione, privilegiando però l’idea di posizionarsi corti in limit sui massimi (data la presenza delle medie a 21 e 100 orarie come resistenze ed il posizionamento dello stocastico in ipercomprato) con una rottura rialzista come strategia difensiva, da valutare operativamente oltre 141.85.

GbpUsd: buona tenuta dei supporti anche sulla sterlina che ha riproposto ripartenze verso area 1.6650, che per il momento sta tenendo molto bene come resistenza. Possibile, per il buon R/R offerto, pensare ad eventuali acquisti di dollaro americano per pensare a potenziali tentativi di rottura ribassista di area 1.66 ¼, che unitamente a 1.6605 potrebbe rappresentare un’area di intervento degli acquirenti che potrebbero far terminare eventuali tentativi di discesa del cable. Un approfondimento sotto tale area potrebbe portare all’attacco dei minimi, che se superati (operativamente da valutare a nostro parere area 1.6560) potrebbero lasciare spazio verso 1.6510. Ripartenze oltre l’area passante per 1.66 ¾ potrebbero essere propedeutiche a tentativi di accelerazione verso 1.6700 ed in estensione 1.6720.

AudUsd: buona la divergenza rialzista individuata venerdì, con i prezzi tornato verso area 0.9050, area che dopo aver condotto nuovamente sui supporti di breve, è stata superata lievemente durante la notte e potrebbe funzionare da supporto sul quale eventualmente pensare ad acquisti di dollaro australiano per tentativi di ripartenza verso 0.90 ¾ ed in estensione 0.9100, scenario realizzabile in caso di superamento rialzista delle resistenze statiche di brevissimo formatesi intorno a 0.9060. Nel momento in cui dovessimo assistere a discese sotto 0.9035 con uno stocastico orario uscito dalla zona di ipercomprato ed impostato verso il basso, è possibile valutare un andamento laterale del cambio, all’intenro dei confini regalatici tra venerdì e stamattina.

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