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I mercati ripartono dopo le festività



INTRO Quella che può essere considerata la prima vera settimana dell’anno dal punto di vista del ritorno della liquidità su livelli pre-feste ci consegnerà diversi spunti macro in grado di fornire direzionalità ai mercati, con i prezzi che, dopo le importanti correzioni segnate a causa delle prese di profitto avvenute da parte degli investitori, non hanno ancora rotto i punti principali di attenzione.

Mercati indecisi

La giornata di ieri ha mostrato degli andamenti contrastanti dei principali cambi.

Sull’eurodollaro, dopo aver resistito sopra i supporti passanti sopra area 1.3550 i prezzi hanno tentato delle risalite senza tuttavia riuscire ad oltrepassare l’area di 1.3650, da dove sono partite nuove vendite, seppur lievi, che stanno mantenendo il cambio all’interno della figura evidenziata. Sulla sterlina il tentativo d discesa dopo l’apertura domenicale è stato più importante, con le quotazioni che durante le notte hanno rotto i supporti segnati venerdì per poi fermarsi e ripartire senza, anche qui, riuscire a tornare sopra le resistenze e mostrando delle correlazioni di breve con la moneta unica europea.
Discorso opposto (se ci concentriamo sul dollaro americano) per il dollaro yen che ha tentato delle discese prontamente interrotte con i prezzi rimasti in una fase laterale lievemente discendente seppur molto ampia per quanto concerne la volatilità intraday tipica del cambio (ci stiamo muovendo nei dintorni di circa tre quarti di figura), mentre sul versante australiano dopo un debole tentativo di discesa del dollaro americano ci siamo mantenuti per tutta la giornata di ieri all’interno di una quarantina di punti prima di tentare delle rotture a ribasso del dollaro australiano durante questa notte. Le materie prime continuano a mostrare una forza di breve termine dell’oro ed una debolezza del petrolio, con le borse che si trovano in attesa di potenziali storni di breve dopo che le prese di profitto di inizio anno si sono interrotte. Questo il quadro generale che ci conferma la sostanziale mancanza di correlazioni tra i diversi strumenti finanziari che analizziamo e che suggerisce dunque un’operatività stand-alone sui diversi mercati.

I market mover principali


Dopo la pubblicazione degli indici PMI dei servizi europei ed inglesi (51 vs attese di 51 il primo e 58.8 vs attese di 60.3 il secondo) e dell’indice ISM non manifatturiero americano, che ha mostrato una decrescita sia rispetto alle attese sia soprattutto nei confronti della precedente rilevazione (53 vs 54.7 di attesa e 53.9 precedente), siamo in attesa di dati importanti che, come accennato, potrebbero far muovere in maniera importante e direzionale i mercati. Si tratta delle rilevazioni che ci arriveranno dalla Cina, che potrebbero impattare significativamente sui movimenti di breve periodo del dollaro australiano, che si trova in una fase di congestione dopo le discese che hanno caratterizzato il cambio contro il dollaro americano negli ultimi mesi e che potrebbe tentare delle ripartenze in caso di dati positivi sul fronte delle esportazioni (mercoledì) e dell’inflazione (giovedì). Oltre a questi, gli appuntamenti in assoluto più importanti riguarderanno le decisioni da parte della Banca Centrale Inglese sul QE (attualmente a 375 miliardi) dopo i rumor circa potenziali mosse di uscita dalla politica monetaria espansiva, ma soprattutto la riunione da parte della BCE, dalla quale cercheremo di capire se esistono le intenzioni di modificare la propria politica monetaria a sostegno del credito. Per concludere, verranno rilasciati i dati sul mercato del lavoro in America che saranno di estrema importanza per la formazione di aspettative sulle future mosse di limatura del QE (il cosiddetto tapering), soprattutto dopo la conferma avvenuta ieri sera da parte del Senato del prossimo presidente della FED, la signora Jenet Yellen. In caso di dati positivi, potrebbero crearsi delle attese circa un incremento di diminuzione di acquisti di asset (scusate il gioco di parole) che potrebbero portare a ulteriori discese delle borse, che attualmente non sembrano ancora pronte a movimenti strutturali di ribasso.


QUADRO TECNICO


EurUsd: ci troviamo in una fase di indecisione, con i prezzi sotto la media mobile a 21 periodi a 4 ore, che potrebbe rappresentare una buona area di resistenza, insieme ai punti statici passanti per 1.3650. Tra qui e 1.3675 il mercato potrebbe offrire buone opportunità di vendita con l’idea che un ritorno sopra 1.3690 potrebbe fornire spunti rialzisti che non dovrebbero comunque portare al superamento di area 1.3715. Soltanto sopra 1.37 ¼ potrebbe essere buona l’idea di considerare approfondimenti rialzisti verso 1.3740, ed in estensione 60. Un ritorno sotto i minimi di ieri pomeriggio potrebbe aprire la strada verso 1.3570, che se suparato potrebbe lasciare spazio verso 1.3540.

UsdJpy: UsdJpy in forte congestione con i prezzi che stanno testando la media a 100 oraria ma che su un 4 ore si trovano al disopra di essa. Su questo time frame potrebbe essere in formazione una figura a bandiera che potrebbe portare, in caso di rottura rialzista di area 104.95 a tentativi di risalita verso i massimi, rottura che potrebbe essere utilizzata come strategia difensiva su potenziali vendite da lavorare su un time frame orario, dove l’area che passa tra 104.65 e 104.85 potrebbe fornire opportunità di posizionamenti short, con l’idea che se dovessimo assistere ad una rottura ribassista di area 104.25 il mercato potrebbe rimanere all’interno della congestione lateral-ribassista evidenziata, con potenziali target in zona 104.00 ed in estensione 103.75.

EurJpy: situazione simile al papà UsdJpy seppur meno precisa dal punto di vista tecnico per l’EurJpy, che mostra le prime resistenze in area 142.75, individuabile su un grafico orario grazie alla media a 100 ed ai punti statici precedenti. Tra qui e 142.90 (ben visibile a livello statico su un 4 ore) il mercato potrebbe tentare delle frenate con successivi tentativi di discesa verso 141.90 ed in estensione 141.65, tenendo conto che un superamento a rialzo dell’area di resistenza individuata potrebbe portare a tentativi di ripartenza verso 143.25 ed in estensione 143.50.

GbpUsd: sterlina che dopo il tentativo di recupero messo a segno ieri in giornata si è fermata sulle resistenze passanti sotto 1.6450, rappresentate dalla media a 100 oraria e dei punti statici di 1.6430. Tutta l’area (ci rendiamo conto che sia ampia se pensata in intraday, ma l’idea di cominciare a curare delle vendite incrementali ci sembra buona data la mancanza di punti precisi intorno ai quali individuare la presenza di ordini) che passa tra 30 e 75 potrebbe essere buona per attendere la sterlina che potrebbe tentare nuove discese verso i minimi post apertura, con primi target in caso di frenata sulle resistenze individuate che potrebbero essere rappresentati da 1.6380.

AudUsd: difficile inquadrare tecnicamente il cambio dopo la congestione segnata. Il fatto che si siano formati dei minimi crescenti su un grafico a 4 ore ci fa comprendere come sia avvenuta una perdita di momentum negativo e l’idea di curare eventuali rotture, o a rialzo o a ribasso senza lavorare in limit sembra la migliore. Curiamo con attenzione l’area di 0.8950 per approfondimenti verso 0.8975 e la potenziale rottura ribassista di 0.8905 per 0.8885.

Ger30 (Dax)
: l’indice si trova all’interno di una bandiera di potenziale continuazione ribassista, con i prezzi che potrebbero puntare le resistenze passanti tra 9,470 e 9,500, sulle quali poter pensare ad eventuali ripartenze a ribasso tenendo conto che un superamento a rialzo di 9,520 potrebbe lasciare spazio a salite verso 9,560 ed in estensione 9,580.

XauUsd (Oro): oro sulle resistenze passanti per 1,250.00 e di fronte alla potenziale formazione di una divergenza ribassista a 4 ore. L’idea di attendere dei tentativi di rottura rialzista senza lavorarli potrebbe essere buona, in attesa di valutare eventuali formazioni di figure che possono farci pensare a posizionamenti short.


Articolo redatto da Matteo Paganini
Chief Analyst DailyFX
Forex Capital Markets FXCM

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