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Analisi settimanale del prezzo dell'oro


ANALIZZIAMO IL PREZZO DELL'ORO E QUINDI ANCHE LA SITUAZIONE MACROECONOMICA DELLA SETTIMANA.

E' stato un inizio di settimana particolarmente tranquillo per i metalli preziosi, con i prezzi dell’oro che sono rimasti in un range molto ristretto attorno ai $1317 all’oncia, e volumi di scambio ridotti sia sul mercato dell’oro fisico di Londra che al Comex, il mercato per lo scambio di futures e opzioni. I mercati rimanevano tranquilli, in attesa dei dati sui non-farm payroll previsti per venerdì. Ad inizio settimana ha quindi tenuto banco il discorso relativo agli scarsi risultati durante la festività del Diwali in India.


Tale festa, paragonabile al capodanno per la nostra cultura, è tradizionalmente il momento più importante per gli acquisti di oro. A causa delle tasse e delle limitazioni sull’importazione di oro in India, la fornitura è stata troppo scarsa per venire incontro alla domanda.

“È mancato un supporto per il prezzo dell’oro durante il mese di ottobre” si leggeva in questo proposito sulla nota settimanale del gruppo Heraeus. I dati sulla vendita di monete d’oro e d’argento sembrano invece positivi, sia quelli provenienti dagli Stati Uniti che dall’Australia. La Zecca degli Stati Uniti informa che le vendite fino a questo momento durante il 2013 hanno già superato il quantitativo dell’intero anno precedente: 993.500 once contro le 885.000 del 2012. La Perth Mint invece, che raffina circa 300 tonnellate d’oro fisico all’anno, ha riportato un aumento del 13% durante ottobre rispetto al mese precendente.

Giovedì ha finalmente portato un po’ di vita sui mercati. La decisione della BCE di tagliare ulteriormente il costo del denaro, portandolo al minimo storico dello 0,25%, ha infatti mosso sia i mercati valutari che di conseguenza i metalli preziosi. L’Euro è crollato al minimo di otto settimane contro il Dollaro, a $1,3295, mentre l’oro andava in un rally di $15 all’oncia. Poche ore dopo la decisione di Draghi, con la diffusione di dati sul PIL negli Stati Uniti rivelatisi molto migliori delle aspettative, il prezzo dell’oro è crollato nuovamente toccando i minimi di tre settimane appena sotto i $1300 all’oncia. Tale soglia è stata poi sfondata chiaramente venerdì, quando gli attesi dati sull’occupazione negli USA si sono rivelati molto, molto migliori delle aspettative degli analisti, che si attendevano un aumento di 125.000 unità che è stato invece 204.000.
Il fixing di chiusura settimana è stato quindi $1285,50 all’oncia, ma il prezzo è sceso ancora durante il pomeriggio fino a toccare minimi d $1282. Si tratta di una perdita settimanale dell’1,6%. In termini di Euro la perdita è stata più contenuta, e il fixing di venerdì pomeriggio è stato di €961,91 ovvero lo 0,6% rispetto allo stesso dato di sette giorni prima. L’argento ha chiuso la settimana con un fixing a $21,70 all’oncia. Il fixing dell’argento ricordiamo avviene a mezzogiorno, quindi è avvenuto prima della diffusione dei non-farm payroll. Il prezzo dell’argento è infatti crollato nel pomeriggio fino a toccare i $21,30 all’oncia.


Chiudiamo con un’interessante considerazione riportata da Philip Klapwijk dell’agenzia di consulenza Precious Metals Insight, che valutando i volumi di offerta (produzione mineraria e importazioni) contro i volumi di domanda di oro in Cina, e notando un gap tra i due in favore della prima di oltre 1.000 tonnellate, ipotizza che le autorità cinesi abbiano eseguito delle acquisizioni di metallo per le riserve della Banca Popolare, supportando in qualche modo il prezzo dell’oro durante tutto il 2013.

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